Il Bosco di Biancaneve esiste davvero e si trova a pochi chilometri da Viterbo

Foto - Video
Alberi secolari dalla circonferenza impressionante, così nodosi e contorti da sembrare streghe immobilizzate, massi di origine vulcanica coperti di licheni, sentieri silenziosi... a pochi chilometri da Viterbo è possibile visitare il bosco incantato di Biancaneve!
loading

Stanchi delle solite escursioni? C’è un posto a due passi da Viterbo che potrebbe soddisfare la vostra voglia di esplorare luoghi davvero singolari. È il Bosco del Sasseto, conosciuto anche come il Bosco di Biancaneve per l’atmosfera incantata in cui l’avventore è immerso quando vi si trova a passeggiare.

Il Bosco di Biancaneve esiste

Nel Bosco del Sasseto, così chiamato per i numerosi massi di origine vulcanica di ogni forma e dimensione che vi si trovano, Madre Natura sembra essersi messa davvero di impegno.

Leggi anche> Il Bosco del Sasseto : domenica 17 Novembre aprirà le porte a tutti!

Quest’angolo verde, che si trova ai piedi del Castello di Torre Alfina, sembra essere uscito dalle pagine di una fiaba: alberi secolari dalla forma così contorta da apparire come magiche figure immobilizzate, sentieri silenziosi immersi tra una fitta vegetazione rigogliosa e pietre vulcaniche ovunque.

Non solo: in alcuni punti è possibile imbattersi anche in enormi tronchi abbattutisi a terra e in grandi radici aggrovigliate su massi ricoperti di muschi e licheni, con una grande varietà di funghi che spuntano qua e là.

Anche la fauna, qui, è piuttosto variegata: sono presenti diverse specie di insetti, rettili, anfibi, piccoli mammiferi e uccelli notturni e diurni.

La storia del Bosco del Sasseto

A rendere ancora più surreale l’atmosfera del Bosco del Sasseto è la presenza di una tomba. Proprio qui, infatti, fu sepolto per sua precisa volontà il marchese Edoardo Cahen, proprietario di questo luogo a fine ‘800.

Fu lui infatti che fece tracciare i suggestivi sentieri che ancora oggi restano ben visibili, sebbene della sua idea di giardino oggi resta ben poco: il bosco dopo la sua morte fu abbandonato a se stesso, assumendo un’immagine piuttosto spettrale.

Ma il Bosco di Biancaneve è davvero unico anche per altre ragioni: rappresenta uno degli esempi meglio conservati di bosco relittuale mesofilo, caratteristica che gli ha permesso di diventare riserva integrale, monumento naturale e zona di protezione speciale (ZPS).

(foto @shutterstock)

Guarda la photogallery
Il Bosco del Sasseto
Il Bosco del Sasseto
Il Bosco del Sasseto
Il Bosco del Sasseto
+1
Francesca Caiazzo

Francesca Caiazzo

Giornalista professionista 'Made in Calabria'. Sorrido alla vita e alle persone. Amo il mare, il cioccolato e il mio lavoro.