Il Pantheon a Roma non solo è uno dei monumenti più famosi della città ma è caratterizzato anche da un portone gigantesco

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Chiunque sia venuto almeno una volta a Roma non avrà perso occasione di visitare uno dei monumenti più importanti della città eterna: il Pantheon. Di una maestosità unica, la struttura è un tempio dedicato a tutte le divinità passate, presenti e future. Inoltre, è caratterizzato da una porta gigantesca, la più antica della Capitale: scopriamo tutti i dettagli.

Roma, porta del Pantheon: caratteristiche e particolarità

La porta del Pantheon a Roma è una tra i più antichi accessi in bronzo del mondo, a oggi esistenti. Si tratta di un portone enorme che riuscì ad essere messo in salvo dai saccheggi medievali in quanto nel corso dei secoli il tempio venne trasformato in chiesa.

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E’ la porta più antica della città eterna. Le ante ben bilanciate e allo stesso tempo pesanti e per tale motivo possono essere spinte o aperte anche da una persona. La sua particolarità risiede nel fatto che è una delle uniche porte al mondo che ha una serratura di 2000 anni ancora funzionante.

La porta ha due ante, è alta 7,53 metri e larga 4,45. Secondo alcune fonti e ipotesi, il portone risale a Marco Agrippa, voluto dall’Imperatore Adriano.

Pantheon origini e storia

Il Pantheon risale a duemila anni fa. L’edificio ha ispirato tanti architetti del Rinascimento, infatti, Raffaello volle farne il luogo del proprio riposo eterno.

Nel 27 a.C. Marco Vipsanio Agrippa, genero, amico e collaboratore del primo imperatore Augusto fece costruire questo tempio, che venne dedicato alle sette divinità planetarie. Il nome deriva dal grego e significa “di tutti gli Dèi”.

La struttura fu edificato da Adriano tra il 118 ed il 125 d.C. Sul frontone è presente ancora oggi l’iscrizione che ricorda Agrippa come costruttore.

Il Pantheon è stato poi chiuso e abbandonato per volere dei primi Imperatori cristiani e in seguito saccheggiato dai barbari. Nel 609 d.C., poi, l’Imperatore bizantino Foca lo donò a Papa Bonifacio IV che lo consacrò, dedicandolo a Santa Maria ad Martyres.

Ritroviamo una schiera collettiva cristiana messa in contrapposizione all’antica dedica pagana a tutti gli dèi di Roma.

FOTO: SHUTTERSTOCK