Festa del Papà, sai perché si festeggia il 19 Marzo e perché si mangiano i bignè e zeppole di San Giuseppe?

Foto
Perché la Festa del Papà si festeggia il 19 marzo? E perché per celebrarla è tradizione mangiare i bignè o le zeppole di San Giuseppe?
- - Ultimo aggiornamento
Festa del Papà, sai perché si festeggia il 19 Marzo e perché si mangiano i bignè e zeppole di San Giuseppe?

Vi siete mai chiesti perché la Festa del Papà si festeggia il 19 marzo? E perché in quel giorno si mangiano i bignè e le zeppole di San Giuseppe? Da dove derivano queste tradizioni ormai ampiamente diffuse in tutta Italia?

LEGGI ANCHE: — Pasqua 2021, la migliore pastiera napoletana a Roma: dove comprarla

festa del papà
Sapevate il motivo per il quale la festa del papà si festeggia il 19 marzo? Abbiamo raccolto una serie di curiosità che soddisferanno tutte le vostre domande! Foto: Shutterstock

Festà del Papà, perché si festeggia il 19 marzo?

Andiamo con ordine: la festa del papà nasce negli Stati Uniti nel 1910 per omaggiare il ruolo del genitore sia all’interno della famiglia che nella società. Negli USA, poi, è stata resa una festa nazionale nel 1960 dal Presidente Lyndon Johnson, fissando la sua data al 19 giugno.

In Italia, però, la festa del papà si festeggia tradizionalmente il 19 marzo e il perché è presto detto: si tratta del giorno che la Chiesa Cattolica dedica a San Giuseppe, padre putativo di Gesù.

San Giuseppe viene infatti considerato come il simbolo del padre buono, solerte, scrupoloso, paziente e comprensivo. D’altronde, fu lui l’uomo scelto dal Signore per crescere il figlio di Dio e per questo rappresenta simbolo stesso dalla figura paterna! Fino al 1968, in Italia il giorno del 19 marzo era una vera e propria festa nazionale, poi abolita nonostante si festeggi ancora informalmente in tutte le famiglie.

Nel resto del mondo, le date sono le più disparate: in Inghilterra si festeggia il 20 giugno, così come in Francia. In Germania la festa del papà cade il 13 maggio, mentre in Corea del Sud si festeggia l’8 marzo.

Perché il 19 marzo a Roma si mangiano i bignè di San Giuseppe?

A Roma, il 19 marzo, è tradizione celebrare la festa del papà con i bignè di San Giuseppe: ma perché si mangiano? Cosa si cela dietro questa meravigliosa (e golosissima) usanza?

Il poeta romano Checco Durante, nel 1950, si riferì a questa data come a quella di San Giuseppe Frittellaro, ma la tradizione di mangiare i popolari bignè è in realtà molto più antica.

Come per altre feste poi assimilate dal cristianesimo, anche il 19 marzo veniva festeggiato già nell’Antica Roma con le ricorrenza dette Liberalia.

I Liberalia erano delle celebrazioni romane in onore di Liber Pater e della consorte Libera. Liber Pater era il dio italico della fecondità, del vino e dei vizi, celebrato nei giorni precedenti all’equinozio di primavera. Tali festeggiamenti, quindi, consistevano in riti solenni ma anche in consistenti banchetti a base di vino e frittelle, che rappresentano praticamente le “nonne” dei moderni bignè di San Giuseppe farciti con la crema pasticcera!

Qual è la differenza tra le zeppole e i bignè di San Giuseppe

Nel giorno della festa del papà, però, la tradizione romana dei bignè di San Giuseppe si incrocia (e talvolta si scontra) con quella campana delle zeppole di San Giuseppe. Ma vi siete mai chiesti qual è la differenza tra le zeppole e i bignè di San Giuseppe?

Non è solo l’origine territoriale a stabilire un distinguo, poiché tra zeppole e bignè esistono alcune nette differenze, al di là del comune ripieno a base di crema pasticcera e del fatto che, per essere veraci, entrambi i dolci debbano essere preparati fritti e non al forno.

Innanzitutto, la forma: la zeppola è a forma di ciambella, mentre il bignè romano di San Giuseppe ha una forma tonda o ellissoidale, con confini assai poco precisi. Nel suo impasto, inoltre, non si utilizza il latte.

La zeppola napoletana, inoltre, viene farcita di crema sulla superficie superiore, mentre il bignè romano di San Giuseppe è il “contenitore” della crema, che fuoriesce golosamente al primo morso.

Infine, la zeppola napoletana viene decorata da un’amarena sciroppata, non presente nel bignè, che è invece coperto da un ricco strato di zucchero a velo.

Festa del papà, come si prepara il vero bignè romano di San Giuseppe?

Rese note le differenze, la vera festa del Papà romana si festeggia il 19 marzo con un bignè di San Giuseppe: ma perché non prepararlo in casa? Ecco la nostra ricetta per prepararne ben 20:

La ricetta per la crema pasticcera:

  • 460 grammi di latte intero
  • 6 tuorli d’uovo
  • 150 grammi di zucchero
  • 30 grammi di farina 00
  • 20 grammi di fecola di patate
  • 1 bustina di estratto di vaniglia

Per la preparazione della crema pasticcera, montate per circa due minuti i tuorli d’uovo con lo zucchero e l’estratto di vaniglia fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Poi, aggiungete al composto la farina e la fecola setacciate, amalgamando fino a che il tutto non sia omogeneo e perfettamente montato.

Bollite il latte in un pentolino e, una volta apparse le prime bollicine, versatelo nel composto e riponete tutto sul fuoco, moderato. Dopo circa un minuto mescolate con una frusta fino a che la crema non diventa densa. Allontanate dal fuoco e continuate a girare per qualche altro minuto. Quindi, mettete la crema in una terrina e copritela con della pellicola, mettendola in frigo a riposare per circa 15-20 minuti.

La ricetta dell’impasto dei bignè di San Giuseppe:

  • 250 grammi di farina 00
  • 250 grammi d’acqua
  • 50 grammi di burro
  • 5 uova
  • 5 grammi di sale
  • 1 litro di olio di semi di girasole per friggere
  • zucchero a velo vanigliato

Per preparare l’impasto dei bignè, mettete in un pentolino acqua, sale e burro a pezzettini, girando in attesa che il burro si sciolga e attendete l’ebollizione. Quando il composto sarà pieno di bollicine, aggiungete la farina e girate immediatamente.

Togliete dal fuoco e continuate a girare per far assorbire tutta la farina, fino a quando non avrete un impasto denso e gommoso. Rimettetelo sul fuoco e continuate a girare per alcuni secondi. Poi, versate l’impasto ancora bollente su un piano, raffreddandolo velocemente con una spatola e stendetelo fino a quando la temperatura non permetta di utilizzare le mani.

Aggiungete un uovo alla volta all’impasto, continuando a lavorarlo fino ad ottenere un impasto finale morbido e sodo.

Con un sac à poche, realizzate quindi dei mucchietti di impasto di 6-7 centimetri di diametro e poneteli su della carta forno, ben distanziati gli uni dagli altri.

Quindi, scaldate l’olio in un pentolino e, quando sarà arrivato a circa 165 gradi, friggete un bignè per volta, facendolo cuocere un minuto per ogni lato fino a quando non sarà gonfio e dorato!

Lasciate quindi asciugare i bignè per circa un’ora e, quando sono completamente freddi, forateli e farciteli con la crema pasticcera. Spolverateli infine con dello zucchero a velo et voilà: ecco i vostri bignè di San Giuseppe fatti in casa! Nel frattempo, avete già pensato a come festeggiare al meglio il 19 marzo?

Foto: Shutterstock

Guarda la photogallery
Tutto ciò che c'è da sapere sulla festa del papà
Festà del Papà, perché si festeggia il 19 marzo?
Perché il 19 marzo a Roma si mangiano i bignè di San Giuseppe?
Qual è la differenza tra le zeppole e i bignè di San Giuseppe
+1