Sapete che a Roma si può mangiare dentro ad un museo? Si tratta del ristorante Canova al centro della Capitale: tutti i dettagli

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Chi non ha mai desiderato mangiare dentro un museo? A Roma si può e stiamo parlando di un ristorante molto rinomato dove poter trascorrere una serata o un pranzo tra le sculture e personaggi illustri del passato. Si tratta del Ristorante Museo Canova Tadolini.

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Ristorante Canova

A Roma il ristorante Canova è un museo: storia e curiosità

Prima di diventare un ristorante, Canova era l’atelier di Antonio Canova, uno degli scultori più amati di sempre. In seguito, la struttura è passata nelle mani di Tadolini e i membri della sua famiglia. Il museo non solo conserva le sculture, ma anche gli strumenti con i quali sono stati realizzate le opere che sono state costruite come semplici esercitazioni, senza uno scopo ben preciso.

Oggi il ristorante museo è molto gettonato dai romani e dai turisti che non perdono occasione di prenotare un tavolo per pranzo o per cena. Infatti, il locale è aperto tutti i giorni ed offre una vasta gamma di piatti che cambia continuamente.

Chi era Antonio Canova

Antonio Canova è un artista di fine Settecento, conosciuto da tutti per le sue sculture che rimandano alla Grecia antica. Infatti, lo scultore si rifaceva agli standard dei corpi perfetti degli atleti e le figure bellissime delle dee, uno dei livelli più alti dell’arte. Non è un caso, che l’artista non perse occasione di imparare dai maestri più illustri le forme e la bellezza del mondo classico attraverso il neoclassicismo.

Classe 1757, l’artista nacque a Possagno, una zona ricca di cave di pietra in provincia di Treviso. Imparò fin da bambino a lavorare il marmo poiché suo nonno era uno scalpellino. Successivamente studiò con cura i metodi di lavorazione degli scultori greci, senza mettere da parte l’abilità degli scultori barocchi, facendo, quindi, riferimento a Bernini. Il talento di Canova? Creare opere di scultura rifacendosi ai maestri del passato, ma seguendo il gusto della sua epoca e le esigenze del pubblico.

FOTO: SHUTTERSTOCK