Le intellettuali di Piazza Vittorio, Chiara Becchimanzi firma una riscrittura esplosiva

Abbiamo visto "Le intellettuali di Piazza Vittorio", efficace riscrittura firmata da Chiara Becchimanzi de "Le intellettuali" di Moliere
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Le intellettuali di Piazza Vittorio, Chiara Becchimanzi firma una riscrittura esplosiva

Le rivisitazioni di testi classici in chiave contemporanea sono spesso bene accette di questi tempi a teatro, eppure la domanda ci sentiamo di porre è questa: sono efficaci nel trattare i temi della contemporaneità? Non possiamo rispondere in assoluto ma ci ha decisamente convinti “Le intellettuali di Piazza Vittorio” della compagnia Valdrada – regia di Augusto Fornari – riscrittura de “Le intellettuali” di Moliere firmata da Chiara Becchimanzi.

Oltre alla capacità di mettere su carta – e poi interpretare – materiale fresco che comunque strizza l’occhio alla consuetudine molieriana di prendersi gioco delle esagerazioni, la compagnia Valdrada ha messo in scena il contemporaneo adottando un variegato sistema di codici espressivi che proietta il mondo dello spettatore direttamente sul palco insieme ai protagonisti della vicenda.

Bella – e aiuta nella fruizione – la commistione di media e linguaggi artistici in scena: fra videoproiezioni e videochiamate, l’impianto scenografico accoglie anche in ogni replica installazioni, opere e performances di artisti under 25 selezionati – tramite open call online – nei vari territori attraversati durante il tour.

Questa scelta di apertura della compagnia ad artisti esterni è stata premiante sia per effetto verità creato al momento della performance sia per il coinvolgimento dato dalla momentanea inclusione del pubblico fra i personaggi dello spettacolo – nella parte di “spettatori della performance”.

Le intellettuali di Piazza Vittorio: consigliato a tutti, tutte e tuttə

Lo spettacolo, in tour fino al 28 dicembre in vari teatri del Lazio, centra dunque l’obiettivo di far emergere in modo non banale alcune delle tematiche più discusse della società di oggi – l’inclusività, l’autodeterminazione femminile (e non solo), l’eredità ed i pregiudizi riguardanti i figli di esuli e cittadini di seconda generazione – con le lenti dell’ironia e della leggerezza. La magia avviene anche grazie alle interpretazioni di un cast pieno di talenti e dalla chimica esplosiva: Chiara Becchimanzi, Giorgia Conteduca, Monika Fabrizi, Teo Guarini, Claudio Vanni e Giulia Vanni portano in scena una storia deliziosa, con le apparizioni straordinarie di Cinzia Leone e Vittorio Hamarz Vasfi in videoproiezione e l’amichevole partecipazione in videochiamata di Stefano Fresi.

Nel campo della recitazione, l’ensemble di attori ha dato prova di coesione e armonia. Menzione speciale per il giovane Teo Guarini, nella parte di Kohdadad, che sul palcoscenico si muove con disinvoltura pur rimanendo in attento ascolto dei compagni, interpretando il ruolo dell’innamorato in modo maturo e al tempo stesso fresco.

Consigliatissimo per una serata fra amicə.

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