Via del Corso non si chiama così per lo shopping né per caso: il suo nome nasce da un’antica tradizione spettacolare legata al Carnevale di Roma.

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Tra le strade più famose di Roma c’è sicuramente Via del Corso, che ogni giorno viene attraversata da migliaia di persone, romani e turisti. Ma qual è l’origine del suo nome? La verità è che non c’entra lo shopping né la comune denominazione di “corso” per indicare un qualche percorso urbano. La sua denominazione ha un’altra storia, che affonda le radici in una tradizione antica e decisamente più spettacolare, a un evento che che per secoli ha trasformato quest’arteria capitolina nel cuore pulsante della città. Lo sapevate? C’entra il Carnevale di Roma!

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Via del Corso a Roma: perché si chiama così?

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Il nome “Via del Corso” deriva dalle celebri corse dei berberi, una delle manifestazioni più attese del Carnevale di Roma. Durante il periodo carnevalesco, dei cavalli senza fantino venivano lanciati al galoppo lungo tutta la strada, tra ali di folla esultante. La gara partiva da Piazza del Popolo e si concludeva nei pressi di Palazzo Venezia, attraversando quella che allora era conosciuta come Via Lata.

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Si trattava di uno spettacolo rumoroso, caotico e amatissimo dalla popolazione, descritto con stupore anche da viaggiatori stranieri in visita a Roma durante il Grand Tour. La strada diventava un vero teatro a cielo aperto, un palco sul quale il Carnevale romano mostrava il suo volto più popolare e travolgente. Da queste “corse”, il termine corso entrò stabilmente nel nome della via, sopravvivendo al passare dei secoli.

Le corse dei berberi furono abolite nel 1874, principalmente per motivi di sicurezza: gli incidenti erano frequenti e la sensibilità verso il benessere animale stava cambiando. Con la loro scomparsa si chiuse un capitolo fondamentale del Carnevale storico di Roma, che perse uno dei suoi riti più caratteristici. Il nome Via del Corso, però, rimase.

E oggi, che la strada è sinonimo di passeggiate, negozi e vita cittadina, continua a custodire nella sua toponomastica il ricordo di quelle sfrenate cavalcate carnevalesche.

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