Street Art Roma mappa e itinerari urban

Per chi pensa che Roma sia solo luogo di "classici" e che non possa regalare sguardi sul contemporaneo, arriva la Mappa della Street Art, una […]
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Per chi pensa che Roma sia solo luogo di "classici" e che non possa regalare sguardi sul contemporaneo, arriva la Mappa della Street Art, una vera e propria guida che disegna per tutti gli appassionati un percorso da fare attraverso i murales e i dipinti di strada più belli della Capitale.

Colori e ironia: Street Art Roma. Itinerari da vivere all'aria aperta

Un percorso unico attraverso grandi esempi di arte urbana, spesso accompagnata da riqualificazioni, che rappresenta il "venticinquesimo museo civico di Roma e il nono gratuito", come ha dichiarato durante la presentazione l'assessore alla Cultura e al Turismo Giovanna Marinelli.
"Cambia prospettiva, la strada è il tuo nuovo museo" è lo slogan dell'iniziativa che attesta Roma tra le metropoli contemporanee con oltre 120 artisti che hanno regalato alla Capitale una bellissima esposizione permanente e a cielo aperto. 

Street Art Roma, Capitale Contemporanea

"L'obiettivo di questa mappa" ha aggiunto l'Assessore "è quello di mostrare Roma da un altro punto di vista, non archeologico, ma rivolto all'arte contemporanea e urbana. Un nuovo tour che porterà i turisti a ritornare nella capitale per vederla da un’altra prospettiva”.

Street Art Roma Mappa e itinerari da non perdere

La nuova guida, che include le principali opere di street art in 13 dei 15 municipi della Capitale, toccando 30 quartieri, da quelli centrali come Testaccio a quelli periferici come San Basilio e Tor Bella Monaca, sarà distribuita in 50 mila copie in tutti i PIT (punti turistici informativi) di Roma.
Alla mappa si affiancano vari strumenti di fruizione: un’App di facile consultazione; una sezione sul sito www.turismoroma.it,  con una mappatura completa e un aggiornamento costante delle opere; un video promozionale “Ars in via"; una mappatura delle opere murarie e una rete di condivisione di saperi che coinvolge anche critici, operatori, video maker, fotografi e semplici appassionati sul Google Cultural Institute.