Chi pensa che per ammirare un’opera di Caravaggio occorra per forza pagare un biglietto si sbaglia di grosso! A Roma è possibile vedere i capolavori di Caravaggio in modo completamente gratuito e senza fare code!
Roma è custode di alcuni dei capolavori più celebri della storia dell’arte mondiale, che però non sempre si trovano nei musei più affollati: esiste infatti un percorso sorprendente che attraversa il centro storico e permette di ammirare alcune delle opere più straordinarie di Caravaggio completamente gratis, senza acquistare alcun biglietto. Basta sapere dove andare!
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Caravaggio gratis a Roma: partiamo da San Luigi dei Francesi con il ciclo di San Matteo
Partiamo dalla chiesa di San Luigi dei Francesi, che rappresenta il luogo simbolo del rapporto tra Caravaggio e Roma. Nella Cappella Contarelli si conserva il celebre ciclo dedicato a San Matteo, realizzato tra il 1599 e il 1602 e composto dalla Vocazione di San Matteo, dal Martirio di San Matteo e da San Matteo e l’angelo. Queste opere segnarono una svolta nella pittura europea grazie al realismo diretto e all’uso rivoluzionario della luce, che trasforma le scene sacre in momenti di intensa vita quotidiana.
Basilica di Sant’Agostino, la Madonna dei Pellegrini
A pochi passi da Piazza Navona, nella Basilica di Sant’Agostino, si trova uno dei dipinti più discussi dell’epoca: la Madonna dei Pellegrini, realizzata tra il 1604 e il 1606. L’opera suscitò scandalo perché Caravaggio rappresentò la Vergine con un realismo inedito, raffigurandola come una donna comune che accoglie fedeli dai piedi sporchi e segnati dal viaggio. Una scelta che rompeva con la tradizione idealizzata dell’arte sacra e rendeva la scena sorprendentemente umana, avvicinando il divino alla realtà quotidiana dei credenti.
Santa Maria del Popolo, la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo
Infine, nella Cappella Cerasi della Basilica di Santa Maria del Popolo si trovano due tra le opere più intense di Caravaggio: la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo. Entrambi i dipinti colpiscono per l’inquadratura ravvicinata e per la straordinaria tensione emotiva. Le figure emergono dal buio con una forza quasi teatrale, mentre la luce guida lo sguardo dello spettatore verso il momento decisivo della scena.
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