“Chi sparte c’ha la mejo parte” è un proverbio romano molto famoso che mette in luce la malafede dell’uomo, ma sai cosa realmente significa?

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“Chi sparte c’ha la mejo parte” è un proverbio romano molto famoso che mette in luce la malafede dell’uomo, ma qual è il suo significato filosofico?

‘A chi tocca nun se ‘ngrugna’, sai cosa significa e perché si dice così?

Il significato del proverbio

“Chi sparte c’ha la mejo parte” è un proverbio romano molto noto specialmente agli abitanti della capitale. Si può usare a tavola così come in ogni situazione in cui ci si deve dividere qualcosa, che sia materiale o immateriale.

La traduzione letterale del proverbio è “chi divide ha la parte migliore” e sta ad indicare la malafede dell’essere umano che, anche quando deve compiere un’azione di equa suddivisione di un qualcosa, tende a conservare per sé la parte migliore.


Evidentemente il tristemente noto conflitto di interessi è antico almeno quanto questo proverbio. L’egoismo che si manifesta in circostanze come questa nasce dall’istinto alla sopravvivenza radicato nella natura umana. Chi ha il potere di “fare le parti” tende a guardare i propri interessi in primis, per poi eventualmente pensare agli altri. Ed è una legge naturale, volendo riconducibile al famoso assunto di Hobbes “homo homini lupus”.

La filosofia dell’egoismo

Come suggerisce il proverbio, anche per Platone, Aristotele e tutta la filosofia cristiana l’egoismo ha valore negativo. Persino Giacomo Leopardi ne ha parlato negativamente:

“L’egoismo è sempre stata la peste della società e quanto è stato maggiore, tanto peggiore è stata la condizione della società.”

Secondo Stirner, invece, attraverso l’egoismo si afferma la libertà dell’unico, cioè dell’individuo riconosciuto come sola realtà, norma a se stessa. Nietzsche affermava che la morale dell’egoismo è quella del superuomo. In questo modo l’uomo rovescia i valori tradizionali e afferma i propri.

Insomma, si tratta di un proverbio che porta con sé molte riflessioni anche di natura filosofica. Quel che è certo è che fin dai tempi delle origini del proverbio la natura umana viene descritta in questo modo.