Senza inutili psicosi, bisogna però fare attenzione ad alcune semplici regole.

Alzi la mano chi, preso da un impeto affettuoso, non ha mai baciato il cane o il gatto di casa: in genere baciare gli animali non provoca gravi conseguenze, però vale la pena sapere che, pur raramente, questo può accadere.

Per quanto domestici gli animali hanno abitudini non improntate all’igiene come la intendiamo noi: il cane ad esempio passa la maggior parte del tempo fuori casa ad annusare escrementi di altri animali o angoli sporchi; il gatto è sicuramente più schizzinoso, ma si lava spesso usando la sua lingua e anche ovviamente nelle parti intime per pulirsi.

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È quindi evidente che baciare gli animali domestici, sulla bocca, non può che portare a rischi di infezioni batteriche più o meno gravi: stesso discorso se il cane ci lecca sul viso, perchè la saliva può comunque raggiungere le nostre mucose.

Come riporta Il Post, è documentato che una donna giapponese ha contratto una meningite batterica per l’abitudine di baciare sul muso il proprio cane, passandogli anche del cibo dalla propria bocca.

Senza arrivare a questi estremi (e a queste conseguenze che sono comunque rare)ci sono forme di zoonosi, quindi di passaggio di virus e batteri dagli animali a noi, che è meglio conoscere e prevenire.

Baciare gli animali, cosa si rischia?

I patogeni che possono passare da animale ad essere umano sono circa 70 ed alcuni di loro non sono pericolosi per l’animale: nel caso dei cani ad esempio è abbastanza comune il passaggio di batteri appartenenti al genere Clostridium, ma anche E. coli e quelli responsabili delle salmonellosi, tutti con il potenziale di causare malattie gastrointestinali. Il caso della donna giapponese riguardava invece il Pasteurella multocida, presente in molte altre specie oltre ai cani (uccelli, gatti, conigli, maiali e bovini), che non sempre porta alla meningite ma può comunque causare danni all’apparato respiratorio e cardiaco.

Come avviene il contagio? La trasmissione può essere diretta, quindi in conseguenza del contatto con saliva, feci ed altri fluidi corporei, oppure indiretta, maneggiando sostanze contaminate che nel caso degli animali possono essere cucce e lettiere, ma anche acqua o cibo rimasti nelle ciotole.

Dei baci sul muso e delle leccate sul viso abbiamo già detto: meglio evitare. Per il resto, basta osservare la normale igiene quotidiana, senza lasciarsi prendere dall’eccessiva “familiarità” nella cura dell’animale: si puliscono cucce e lettiere con i guanti monouso, si lavano a parte le loro stoviglie, si mantiene pulito l’ambiente che l’animale frequenta abitualmente con pulizie extra.

Non solo baci, ma anche morsi e graffi: sono pericolosi?

Se parliamo di animali domestici, tendiamo ad escludere che il nostro cane ci morda: se questo avviene, è comunque obbligatorio andare dal medico e seguire i suoi consigli, che probabilmente prevederanno una cura antibiotica, anche se il cane -come si spera, essendo domestico- è vaccinato e sano.

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Per quanto riguarda i gatti invece i graffi possono essere più frequenti, anche senza particolari motivi: esiste infatti la malattia da graffio di gatto, causata dal batterio Bartonella henselae, che porta il graffio ad infettarsi e può causare anche febbre. La malattia viene in genere superata da sola dal sistema immunitario di una persona sana, in 2-4 mesi, discorso diverso per una immunodepressa. In ogni caso, è una conseguenza piuttosto rara del graffio di un gatto, che deve essere comunque subito pulito e disinfettato.