Roma, cosa ci fa una testa di cervo in cima a questa Basilica?

A Roma i turisti più attenti avranno potuto notare che in cima alla Basilica di Sant'Eustachio vi è un cervo che regge una croce
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Avete mai passeggiato lungo le vie della piazza di Sant’Eustachio, a pochi passi dal Pantheon e vicino a Piazza Navona e palazzo Madama? Da quelle parti, oltre a godere di un ottimo caffè nello storico locale del posto, vi è la Basilica che prende lo stesso nome del luogo che incuriosisce molti passanti. In cima alla struttura vi è una testa di cervo che regge una croce. Qual è il significato di tale scultura?

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Basilica di Sant’Eustachio

La Basilica di Sant’Eustachio: cosa rappresenta la testa di cervo

La testa di cervo in cima alla basilica di Sant’Eustachio è caratterizzata dalle corna ramificate e una croce eretta dalla bestia. Vi è una leggenda aurea che narra la storia di questo simbolo. Eustachio sarebbe stato identificato con Placido, un encomiato generale dell’esercito risalente all’epoca di Traiano. Secondo la leggenda, Placido un giorno si stava dedicando alla caccia, quando vide all’improvviso un cervo.

Placido seguì l’animale fino al burrone, poi però la bestia si voltò e tra le sue corna comparve un croce luminosa. Il cervo dichiarò di essere Gesù e chiese il motivo della persecuzione. Placido a quel punto si fece sempre più preoccupato tanto che corse a casa dalla moglie, la quale aveva avuto anche lei una visione. Entrambi impauriti si recarono dal vescovo pronti a convertirsi al cristianesimo.

Qualche anno più tardi, sotto Adriano, Eustachio fu condannato a morte insieme alla sua famiglia a causa della sua religione. Sembra, però, che gli animali del Colosseo, che avrebbero dovuto sbranarlo, si fermarono, chinarono la testa e lo lasciarono vivere. Così, l’imperatore condannò Eustachio e i suoi cari ad una morte alternativa, quella del toro di Falaride. A quanto pare, però, anche in questo caso ci fu un aspetto da ricordare: le vittime furono uccise ma i loro corpi rimasero intatti.

FOTO: SHUTTERSTOCK

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