Coronavirus, quando finirà l’epidemia e arriverà il picco? I calcoli dei modelli matematici

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I modelli esistono e gli scienziati li utilizzano per le loro previsioni, ma non li diffondono: ecco la spiegazione di un professore universitario
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L’epidemia da Coronavirus sta preoccupando il mondo e l’Italia è nell’occhio del ciclone, in quanto tra i paesi più colpiti dopo la Cina: il governo ha imposto misure molto dure e viene richiesto a tutti uno sforzo ed un sacrificio eccezionale per tutelare il sistema sanitario nazionale, le persone più deboli e il paese intero.

Coronavirus, quando finirà l’epidemia?

Tutti si chiedono quando si potrà ricominciare a fare una vita normale: l’isolamento è iniziato da poco ma è già pesante per tutti e la domanda è quindi molto gettonata.

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Peccato che rispondere sia praticamente impossibile in termini di tempo: in teoria, finirà l’epidemia quando non ci saranno più casi sul territorio, in un contesto dove il virus non sia diventato endemico. Può anche infatti accadere questo: il virus potrebbe non scomparire del tutto ma entrare a far parte delle malattie presenti sul territorio nazionale. Niente panico però, perchè in questo caso (secondo gli scienziati) in genere perde di virulenza e soprattutto presto o tardi arriva il vaccino.

Quando è previsto il picco dell’epidemia?

Quando ci sarà il picco del Coronavirus? La risposta, seppur parziale, arriva da Paolo Bonanni, prof. di Igiene all’Università degli Studi di Firenze, che ne ha parlato in un’intervista al Corriere della Sera.

I modelli ci sono, li abbiamo, ma per ovvi motivi di non-allarmismo e di serietà non vengono divulgati, visto che sono proiezioni ad uso di chi gestisce l’emergenza e comprendono dati che presentano delle carenze. Non sappiamo quanto siano affidabili perché non possiamo sapere tutto di questo virus, i margini di errore sono molti“, sono queste le parole del prof. Bonanni, che però spiega anche: “Il picco si calcola sulla base del valore di R con zero, che è il ‘tasso di contagiosità’ che per questo virus abbiamo visto sta tra 2,5 e 3. Questo vuol dire che mediamente ogni persona ne infetta da 2 a 3 e così si possono fare delle previsioni con modelli matematici più o meno dettagliati su come andrà la curva epidemica con questo tasso di contagio”

L’unico modo per rallentare la diffusione ed arrivare al picco preparati a livello sanitario è il distanziamento sociale: questo fa in modo che il picco si riduca in altezza.

“Questo è un momento cruciale perché il contenimento del virus dipende dal nostro comportamento – ha spiegato il professore – c’è veramente una responsabilità sociale fortissima, minimizzare significa aumentare le probabilità che muoiano le persone“.

 

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