Pierpaolo Guerrini: ‘Intimate’, «volutamente semplice e in evoluzione» 

Pierpaolo Guerrini ci racconta 'Intimate', il brano con Hauser che introduce l'album in arrivo nel 2023. La nostra intervista.
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Venerdì 11 novembre è uscito il brano Intimate, che vede il compositore e produttore Pierpaolo Guerrini collaborare con Hauser, violoncellista croato. Il pianoforte di Guerrini e il violoncello di Hauser (membro dei 2Cellos ora solista) si fondono per dar vita a musiche semplici: una scelta precisa, quella di non strafare, per lasciar spazio all’intensità e anche ad un approccio più cinematografico.

«A far le cose complicate noi musicisti ci mettiamo un attimo. – scherza infatti Pierpaolo – Credo che la forza di questo brano sia, anche volutamente, mostrare un certo tipo di rilassatezza. In tutti i sensi. Le cose complicate come il jazz o i passaggi virtuosistici si possono sempre fare. Oggi con il computer un fraseggio si può addirittura ripetere. Mostrare i muscoli a livello compositivo non è la qualità necessaria per arrivare a toccare certe corde. Intimate è volutamente semplice dalle prime note, è pensato per un’evoluzione. E se l’ascoltatore riesce a portarsi oltre il primo tema principale, subentra l’orchestra e la grandiosità e il brano si sviluppa in modo dinamico e profondo».

L’impressione – e lo diciamo chiaramente a Guerrini – è quella di venire risucchiati dal vortice stesso del brano. «Impressione giusta» replica il compositore, sebbene «nel mondo d’oggi sia un po’ una sfida». Perché l’aspetto classico rischia di essere considerato di nicchia dagli ascoltatori.

«Intimate è melodicamente un crossover, anche se entra nel mondo classico. – ci spiega – La sfida è contrapporsi senza paura a tutto ciò che esce. È giusto, fa parte del mondo moderno fatto anche di passaggi cantati. Soprattutto arrivare ai giovani è più complicato, però ci proviamo».

Intimate, un video-cortometraggio

Ad accompagnare l’uscita c’è anche un video con protagonisti i primi ballerini della Scala di Milano Virna Toppi e Nicola Del Freo. Un omaggio, dichiarato, alla compagna di Pierpaolo – Justyna Maslanicz – e al suo sogno di bambina di diventare una grande ballerina.

«Sono stato ispirato dalla mia compagna. – ci dice infatti il compositore – La sua grande passione per il ballo ha fatto sì che, in modo naturale, il mio pensiero andasse a questo tipo di connubio. Il brano è stato anche un avvicinarmi al mondo cinematografico, però con l’idea di abbinare questa sua passione per il ballo e farla diventare un sogno che si realizza in questo teatro. È stato un connubio importante e bello».

L’album nel 2023

Intimate anticipa, di fatto, il disco – in uscita nel 2023 – che celebra gli oltre 30 anni di carriera di Pierpaolo Guerrini. È il primo album pubblicato a suo nome, ricco di collaborazioni di altissimo livello internazionale.

Il progetto, prodotto in Toscana nel PPG Studios di Guerrini, sarà un concentrato di composizioni in vari generi musicali con brani strumentali nei quali parteciperanno amici con cui Pierpaolo ha collaborato direttamente e indirettamente nel corso della sua intera carriera.

«Intimate introduce un percorso che racchiude diversi brani inediti. Anzi, sono tutti brani inediti. E ci saranno delle belle sorprese. Ci sarà un insieme di stili tutti legati tra loro, con l’arrangiamento della grande Orchestra di Praga, diretta da Steven Mercurio, e anche qualche scommessa. In un brano c’è un secondo amico che si è prestato a eseguirlo, ma non ti svelo altro. In molti brani ci sarà una maestria importante, soprattutto per i mixaggi e gli arrangiamenti. Saranno molto approfonditi e curati in studio. Saranno ricchi anche di sapori elettronici, in alcuni brani si sfiora il rock. È un album che si può ascoltare durante un bel viaggio in auto senza annoiarsi».

Un album, insomma, in cui «c’è un po’ di tutto» – anticipa Guerrini – «doveva uscire 30 anni fa, poi come si suol dire il calzolaio va in giro con le scarpe bucate». Chiediamo al compositore, quindi, da dove nasca questa voglia di mettersi in gioco in questo momento.

«Nasce in pandemia. – ci risponde – Ero in casa con la mia compagna e volevo racchiudere questi 30 anni di carriera. Mettere insieme le esperienze lavorative che nel tempo ho accumulato dietro a grandi nomi e artisti con cui ho avuto l’onore di poter lavorare».

Di sicuro, Guerrini non ha voluto abbandonare l’aspetto principale delle proprie composizioni («una predisposizione melodica con temi che ricordano passaggi armonici semplici in alcuni momenti. In altri più colti e profondi»). «Non tutti i giorni, del resto possiamo dedicarci a noi stessi e ad un album», chiosa.

Le nuove generazioni

La sfida più grande è indubbiamente, per Guerrini, arrivare al grande pubblico.

«Un brano si deve ricordare e deve avere fruibilità per tutti, perché non si può pensare di scrivere solo per l’intenditore e per il jazzista. – ci spiega – Credo che il grande musicista sappia dove ci sono cose buone, ma non è detto che vengano tutti i giorni. Essere ricordati è tuttavia il pilastro di qualsiasi composizione che vuole andare oltre il tempo. Se pensiamo ai grandi compositori, da Beethoven a Chopin, il grande pubblico ricorda un pezzo di tema. La maestria del creare stati d’animo con orchestrazioni è la caratteristica dei grandi, ma la differenza anche per loro sta in quei temi centrali. Solo che oggi non possiamo più divertirci come si divertivano loro».

Come mai?, chiediamo. «Intimate nel mondo di Beethoven si arricchirebbe con passaggi, lunghezze e dilatazioni. – ci risponde – In quel periodo lì, c’era attenzione da parte di tutti. Potevano stare anche 20 minuti ad ascoltare». È cambiata la velocità di fruizione, questo sì, ma in fondo «ciò che conta è il cuore». 

«È l’unità centrale. – conclude il compositore – Non è semplice e non è neanche bello chiedere al pubblico di rilassarsi forzatamente, ma possiamo trovare piccole chiavi in cui introdurre elementi di curiosità. Anche nello stare tranquilli c’è una certa fruibilità, è un buon escamotage per rallentare».

Foto: Lorenzo Montanelli via About

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