Gianni Bismark ci racconta il nuovo album ‘Andata e ritorno’: due anime ma soprattutto tanto amore per la musica.

loading

Andata e ritorno è il nuovo album di Gianni Bismark, il quarto disco della sua carriera per EMI Records Italy/Universal Music Italia, uscito il 15 dicembre. Un progetto che mostra in realtà due anime dell’artista, ben scandite anche fisicamente dai due lati dell’album: l’andata è «dove vorrei arrivare», mentre il ritorno è «il punto da cui sono partito». Brani più melodici e tracce rap si dividono in Andata e ritorno, anche se appare il seme dell’ibrido, già mostrato da Bismark in alcuni dei suoi lavori precedenti.

«Avevo questo disco cantato e mi sono reso conto che non volevo lasciarmi alle spalle il rap. – dice Gianni Bismark – Mi sono chiuso a fare un altro disco, ho provato anche a mischiarli ma non c’era un filo conduttore unico». A dare il La al duplice progetto è stato il brano Vita mignotta, che non a caso apre la tracklist e che ha anticipato l’album. «Ho scritto quel pezzo che è cantato ma finisce con il rap. – ci dice Bismark – Da lì ho capito che la doppia anima era una cosa figa. Ho voluto farle vedere entrambe in un unico disco, anche se sono stati divisi».

Gianni Bismark, due anime in Andata e ritorno

Se il lato Andata si apre con Vita mignotta, il lato Ritorno si chiude con la title track (Andata e ritorno): non è una coincidenza, perché sono i due brani che più degli altri contengono e racchiudono la doppia anima dell’artista. «Vita mignotta era il singolo che spiegava il disco e lo abbiamo fatto uscire prima del resto. – ci spiega proprio Gianni Bismark – Andata e ritorno è il contrario: è un pezzo rap, ma con una base suonata. Non ci vedo nulla di male a contaminarsi: se fai sempre la stessa roba, penso te rompe prima a te come artista. È da un po’ che sto provando a dividere le mie due parti e non ci sono mai riuscito. Ho fatto sempre dischi ibridi, ma qua c’è un’anima vera anche nel cantato».

I featuring in Andata e ritorno

Tanti anche i featuring nell’album, per nulla casuali. C’è Bresh in Parliamo delle stesse cose («Ho scritto il pezzo su una linea di pianoforte, da solo, e poi è stato sviluppato. – dice Bismark – Io inizio sempre da un giro di chitarra o pianoforte e poi i brani si sviluppano in studio per impacchettare la canzone»). Noemi spicca in A parte te («M’ha fatto sballare quando l’ho sentita cantare. Me volevo chiude’ in me stesso, mi ha fatto venire i brividi») e – finalmente – Noyz Narcos in Te famo scuola: «Se faccio rap è grazie a Noyz. – dice Bismark – È il featuring che sogno dall’inizio, sia io che i miei fan. Dovevamo farla».

In Panni di un altro troviamo invece i Tiromancino e le chitarre di Alex Britti: «Con Fede siamo molto amici, ci vediamo, andiamo a pranzo fuori. – racconta l’artista – Due anni fa mi ha invitato a casa sua a vedere Sanremo e ho conosciuto Alex. Abbiamo iniziato a parlare e preso confidenza. Quando ho fatto il pezzo con Federico ho pensato di mettere le chitarre di Alex Britti, che per me è il chitarrista più forte in Italia». Infine, nel progetto appare finalmente un brano dedicato a Roma, La mia città: «Per me è importantissimo – dice Gianni Bismark – non lasciare le mie radici, perché è anche ciò che mi differenzia un po’. Parlo sempre di Roma, ma non le ho mai dedicato un pezzo. Era il momento giusto. Non ho voluto però fare il classico pezzo per la propria città, me la sono giocata parlandole come se fosse la mia ragazza».

L’amore per la musica

Andata e ritorno, in fondo, è un album ricchissimo di musica. Più che l’anima ibrida di Gianni Bismark, ne mette in mostra la passione per le sette note in tutte le loro forme. «A me piace molto la musica. – ci dice infatti – Non penso devo fare un disco pop, mi piace fare musica e ciò che mi piace lo inserisco. Vorrei portare avanti tutte e due le mie anime, anche se in questo periodo mi piacerebbe fare qualcosa di più cantato, ma non voglio accantonare il rap».