Milano entra ufficialmente nel vivo delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. La settimana che accompagna l’avvicinamento alla cerimonia inaugurale segna una svolta visibile nella vita cittadina: controlli rafforzati, aree blindate, modifiche alla viabilità e un imponente apparato di sicurezza per accogliere atleti, capi di Stato e centinaia di migliaia di visitatori.

Fino a pochi giorni fa la presenza dei Giochi era quasi impercettibile nelle strade, complice una policy molto rigida del Cio e degli sponsor sull’uso di simboli e immagini. Da ieri, però, la macchina organizzativa è entrata nel pieno della sua attività, a partire dal primo appuntamento istituzionale: l’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Palazzo Marino e al Teatro alla Scala per il concerto inaugurale, che ha comportato la chiusura e la messa in sicurezza dell’area di piazza della Scala.

Nel frattempo la città ha iniziato a “colorarsi” con i fan village, gli spazi degli sponsor lungo l’Olympic Boulevard, le Case dei Comitati Olimpici Nazionali e le installazioni dedicate all’incontro tra tifosi, atleti e stakeholder.

Le cinque zone rosse e le aree blindate

Il cuore del piano sicurezza ruota attorno all’istituzione di cinque zone rosse, sottoposte a controlli capillari e a forti limitazioni alla circolazione. Le aree interessate sono:

  • Parco Sempione e Arco della Pace, dove il 6 febbraio verrà acceso il braciere olimpico
  • Villaggio olimpico di Porta Romana, già parzialmente interdetto
  • Ice Hockey Arena di Santa Giulia, zona sotto controllo dal 5 al 22 febbraio (con estensioni fino a marzo)
  • Ice Skating Arena di Assago
  • Ice Park di Rho

A queste si aggiungono ulteriori chiusure e limitazioni intorno al MiCo (Fiera Milano City), a Palazzo Giureconsulti, al Westin Palace e in altre sedi istituzionali coinvolte negli eventi ufficiali.

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«Oltre 2.000 persone sono state aggregate per contribuire ai servizi di sicurezza a Milano», ha spiegato il questore Bruno Megale, sottolineando che i disagi per i cittadini saranno inevitabili ma contenuti il più possibile. Il coordinamento delle operazioni avverrà dalla centrale operativa di via Drago, già utilizzata per grandi eventi come la visita di Papa Francesco.

Fiaccola olimpica, viabilità e scuole chiuse

Particolare attenzione sarà rivolta al passaggio della fiamma olimpica, che il 5 febbraio entrerà in città dall’hinterland, attraversando quartieri come CityLife, Sant’Ambrogio, Porta Venezia e San Babila fino a piazza Duomo. Il 6 febbraio la torcia proseguirà il suo percorso toccando luoghi simbolici come il Castello Sforzesco, la Darsena, Brera, Porta Nuova e San Siro, dove si terrà lo spettacolo inaugurale.

Durante il passaggio della fiaccola sono previste chiusure temporanee di molte strade, in particolare lungo le circonvallazioni, e la sospensione o deviazione di diverse linee Atm. Le scuole all’interno della cerchia della 90-91 resteranno chiuse il 6 febbraio.

Atm ha annunciato un potenziamento del servizio, con metropolitane attive fino alle 2 di notte dal 5 al 22 febbraio, shuttle dedicati verso Santa Giulia e il rafforzamento di alcune linee di tram.

Capi di Stato, diplomazia e proteste annunciate

Milano ospiterà circa 400mila arrivi complessivi, 92 squadre olimpiche e oltre 50 capi di Stato e di governo. Il 5 febbraio alla Fabbrica del Vapore è prevista una cena istituzionale del Comitato Olimpico Internazionale, con la partecipazione, tra gli altri, del presidente Mattarella, della premier Giorgia Meloni e della presidente del Cio Kirsty Coventry.

Sul fronte internazionale, tiene banco anche la presenza – ridotta e limitata a funzioni tecniche – di alcuni analisti dell’Ice statunitense, tema che ha acceso il dibattito politico e annunciato una serie di manifestazioni di protesta. Dal 5 all’8 febbraio sono infatti previste iniziative contro le Olimpiadi e contro la presenza dell’Ice, con cortei, occupazioni temporanee e le cosiddette “contro-olimpiadi”, in particolare nelle zone di Porta Romana e del villaggio olimpico.