Luigi Proietti detto Gigi, Edoardo Leo: «Dovrebbero ritirare la sua maglia, come nel calcio»

Edoardo Leo firma il docufilm 'Luigi Proietti detto Gigi'; un viaggio alla scoperta dell'ultimo grande eroe dello spettacolo italiano.
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Edoardo Leo firma la regia del docufilm ‘Luigi Proietti detto Gigi’ presentato in occasione dell’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma. Un vero e proprio viaggio in cui Leo ci accompagna alla scoperta del grande attore, scomparso nel novembre del 2020. In cui si ride, ci si meraviglia e si resta rapiti; in cui la melanconia e la tristezza per la grande perdita affiorano solo ai margini del film.

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Il racconto dell’ultimo grande eroe dello spettacolo italiano. La sua vita, la sua storia. Tutto quello che non sapete, e non sapevo, di Gigi Proietti.

Edoardo Leo

Leo non indugia sul dolore e ci regala un vero e proprio viaggio fatto di emozioni. Un viaggio che l’attore regista ha iniziato più di tre anni fa e che voleva essere un’altro tipo di lavoro. Voleva realizzare un documentario sullo spettacolo che secondo lui ha cambiato le regole del gioco del teatro italiano: ‘A me li occhi please’. Ma la vita sa essere beffarda e ha giocato un brutto scherzo, portando via il grande Proietti. Così Leo si è fermato, si è interrogato se fosse il caso o meno di andare avanti con il progetto; ne ha parlato con la famiglia del Maestro. E alla fine, ha ripreso in mano il volante di quel viaggio, variando leggermente il percorso che si era prefissato all’inizio.

“Vedere questo lavoro è stato emozionante e commovente ovviamente, ma l’aspetto che mi è piaciuto più di tutti è che questo film non ha un aspetto malinconico, drammatico. È un lavoro completo”

Carlotta Proietti

Così la figlia di Luigi detto Gigi, racconta ai nostri microfoni le sensazioni e le emozioni provate nel vedere il docufilm. Mentre Edoardo Leo ci dice che come lui non c’è nessuno e che dovrebbero tributari lo stesso onore che si usa quando un grande giocatore di calcio finisce la carriera. Si ritira la maglia e nessuno la può più indossare.

“Andrebbe fatto lo stesso con i testi di Gigi. Perché il repertorio di Proietti non lo puoi rifare. Intanto perché non è codificato, non c’è il copione di A me gli occhi please; non è Natale in casa Cupiello di cui io posso trovare il testo. Il copione di Proietti cambiava ogni sera, ogni anno.. e questo secondo me è ciò che lo rende inimitabile. Cercare di imitarlo è come schiantarsi contro un muro. “

Edoardo Leo

Vi lasciamo all’intervista realizzata con Edoardo Leo e Carlotta Proietti.

Crediti foto: Ufficio stampa Punto e Virgola

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