Sai che a Roma si trova una delle biblioteche di storia dell’arte più importanti del mondo che molti romani non conoscono?

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Non tutti sanno che a Roma c’è un luogo fantastico, in grado di rappresentare un vero e proprio punto di riferimento internazionale per tutti gli studiosi di arte, storia e archeologia, una biblioteca specializzata che da oltre un secolo attira visitatori da tutto il mondo. Molti romani però non la conoscono. Anche perché è un’istituzione tanto prestigiosa quanto silenziosa ma che custodisce tra le sue mura numerosi saperi, immagini e ricerche fondamentali per comprendere il mondo dell’arte italiano. Ma dove si trova questa biblioteca così straordinaria?

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A Roma la Bibliotheca Hertziana tra Rinascimento e Barocco: punto di riferimento per tutti gli studiosi di storia dell’arte

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Stiamo parlando della Bibliotheca Hertziana, fondata nel 1913 grazie alla donazione della studiosa tedesca Henriette Hertz. Essa rappresenta uno dei principali centri internazionali per lo studio dell’arte, in particolare dal Rinascimento al Barocco.

A differenza di molte biblioteche generaliste, concentra la propria attività quasi esclusivamente sulla produzione artistica in Italia, facendosi così punto di riferimento imprescindibile per chi studia Roma e tutta la cultura figurativa europea legata alla nostra penisola. Fa parte della prestigiosa rete della Società Max Planck, eccellenza mondiale nella ricerca scientifica, consolidando da oltre un secolo un ponte culturale tra Germania e Italia.

La sede della biblioteca è uno degli edifici più eccentrici del centro storico: Palazzo Zuccari – tra via Sistina e via Gregoriana, su piazza Trinità dei Monti – celebre per il suo portale e le finestre a forma di bocche spalancate, un unicum nel panorama romano. Già questo gusto manierista, ispirato al fantastico, stupiva già nel Cinquecento e continua ancora oggi a sorprendere i visitatori.

Oltre ai suoi preziosi volumi, l’istituto conserva una straordinaria fototeca storica: migliaia di immagini di opere, monumenti e architetture che, prima dell’era digitale, erano strumenti fondamentali per la ricerca e che oggi costituiscono una memoria visiva preziosa per ricostruire trasformazioni e restauri.

Photo Credits: Alessia Malorgio