A Roma la Candelora (2 febbraio) è un rito di luce e memoria: per un attimo, in una basilica, sembra che il cielo scelga la stagione.
A Roma anche il calendario ha qualcosa di speciale: la città, infatti, nasconde un linguaggio segreto fatto di luce, pietra e memoria che anche nel giorno della Candelora (il 2 febbraio) la trasforma in qualcosa di completamente diverso. Anche perché quel giorno, per un attimo, sembra che sia il cielo a scegliere la stagione. E lo fa dentro una delle basiliche più belle della Capitale.
A Roma la Candelora fa capolino da una delle basiliche più belle
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Nei giorni intorno alla Candelora, che cade il 2 febbraio, c’è un piccolo rito invisibile che, a Roma, veste di nuova luce una delle basiliche più belle della città. Stiamo parlando di quella di Santa Maria Maggiore, una delle quattro basiliche papali e la più antica dedicata alla Vergine.
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La luce del mattino filtra in modo particolarmente netto ogni mattino, con una puntualità unica e creando un effetto che assume un valore simbolico fortissimo. Non si tratta di un caso architettonico, ma di un dialogo antico tra edificio e movimenti solari, che richiama il senso stesso della festa: Cristo come “luce per illuminare le genti”.
Nel Medioevo, ad esempio, questa presenza del sole non era un dettaglio poetico, ma parte della percezione del sacro: la luce naturale diventava un segno, una conferma, un passaggio.
La Candelora, a Roma, è una storia fatta anche di trasformazioni. Prima della celebrazione cristiana, in epoca pagana, in questo periodo la città viveva riti di purificazione e feste legate al ciclo agricolo, come i Lupercalia, in cui le processioni con le fiaccole segnavano il passaggio dall’oscurità alla luce. Con il tempo, quei gesti sono stati assorbiti e convertiti nella liturgia cattolica: la benedizione delle candele e la processione sono diventate un nuovo simbolo. È per questo che la Candelora viene sentita come una soglia: l’inverno non è finito, ma la luce ha iniziato a vincere sull’oscurità.
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