Le terrificanti previsioni del 1972 sulla fine del mondo: la data catastrofica

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Uno studio risalente al 1972 sul ‘collasso della società umana’ in seguito ai cambiamenti climatici potrebbe diventare presto realtà: ecco perché.
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Come ogni anno, quando ci si avvicina alla data del 31 dicembre si fanno bilanci sui mesi appena passati e si dà un occhio a quello che potrebbe accadere nel futuro.

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È così che spuntano date e previsioni anche di tipo catastrofico, come lo studio del 1972 del MIT che parlava del collasso della società umana dovuto ai cambiamenti climatici. A distanza di anni, le previsioni stanno diventando una triste realtà.

Non a caso in Alaska, nella comunità di Kodiak, in questi giorni la temperatura ha toccato i 19,4 gradi centigradi: un record insolito per il mese di dicembre e un segno che le cose stanno cambiando. I problemi che ne derivano sono tanti e sono tutti legati alla sopravvivenza delle persone che abitano quei luoghi.

Nel Sud Sudan invece una misteriosa epidemia ha ucciso 97 persone: l’Organizzazione Mondiale della Sanità sta indagando ma prima degli strani decessi sulla zona si erano abbattute delle inondazioni che potrebbero aver diffuso malattie attraverso l’acqua. Anche in questo caso c’entra il cambiamento climatico.

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Uno studio pubblicato nel 1972 parlava di ‘collasso della società umana’ in seguito ai cambiamenti climatici. Le sue previsioni stanno diventando realtà. Photo Credits: Kikapress

‘Collasso della società umana’: le previsioni dello studio del 1972 pubblicato dal MIT

Andiamo con ordine. Nel 1972, il Massachusetts Institute of Technology (MIT) pubblicò uno studio che stabiliva che “la società umana sarà al limite del collasso entro i prossimi due decenni”. I ricercatori individuarono 12 scenari, molti dei quali prevedevano un momento nel quale le risorse naturali sarebbero diventate sempre più scarse portando ogni possibilità di crescita futura vicina all’impossibilità.

Lo studio fu pubblicato nel libro The Limits to Expansion (I limiti dell’espansione), e prediceva una sorta di apocalisse dovuta al deterioramento del pianeta Terra, volto a portare ad un punto di non ritorno per l’intera razza umana.

Perché lo studio del MIT era corretto

Oggi, un nuovo studio condotto da Gaya Herrington (ricercatrice del KPMG International) si è incentrato sulle predizioni sul “collasso della società umana” del MIT, valutando fattori come la popolazione, le emissioni industriali, i tassi di fertilità, l’inquinamento e la produzione agricola.

Il collasso previsto nel 1972, riporta il nuovo studio, è rimandato al 2040. Una data per certi versi lontana da quella indicata ai tempi della prima ricerca, ma non così tanto da farci stare tranquilli per il nostro futuro.

Photo Credits: Shutterstock

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