Al centro di Roma, il Tempio di Adriano custodisce una storia di potere, sospetti e silenzi di un’imperatrice: Vibia Sabina.
Tra Piazza di Pietra e il viavai del centro di Roma, le colonne del Tempio di Adriano sembrano raccontare una storia di potere, memoria e silenzi imperiali: dietro quel colonnato monumentale si nasconde una vicenda che ci narra di un matrimonio lunghissimo, di un’imperatrice spesso rimasta nell’ombra e di voci di palazzo mai del tutto sopite. È una storia appassionante che intreccia amore, politica e sospetti, e che ha come protagonista una donna centrale eppure sfuggente nella Roma del II secolo: Vibia Sabina.
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Vibia Sabina, l’imperatrice silenziosa accanto ad Adriano: il tempio, la memoria e i sospetti di palazzo
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Vibia Sabina fu moglie dell’imperatore Adriano per oltre quarant’anni, un’unione più politica che sentimentale. Nipote di Traiano, Sabina incarnava la continuità dinastica, ma le fonti raccontano un rapporto freddo, segnato da distanze e tensioni. Adriano, uomo colto e inquieto, le volle riservare un ruolo istituzionale più che affettivo, lasciando spazio a pettegolezzi di corte e a sospetti mai chiariti su tradimenti, rancori e persino ostilità reciproche.
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Il monumento che oggi conosciamo come Tempio di Adriano fu probabilmente voluto proprio dall’imperatore in onore di Sabina, morta e divinizzata nel 136 d.C., ma venne completato solo sotto Antonino Pio. Un gesto che suona come un risarcimento simbolico: celebrare pubblicamente una donna che in vita aveva vissuto ai margini del potere reale. Le voci antiche parlano di un matrimonio infelice e di una corte attraversata da intrighi, nella quale l’immagine ufficiale dell’imperatrice contrastava con una realtà fatta di solitudine e sospetti.
Oggi restano le colonne, ma dietro la pietra sopravvive una storia che rende Roma ancora una volta teatro di passioni, ombre e memorie imperiali.
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