Roma nasconde un rito di luce senza tempo: al Pantheon, ogni 21 dicembre, il solstizio d’inverno trasforma la luce del Sole in uno spettacolo astronomico.

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Roma è una città ricca di suggestioni e di misteri e, nel suo cuore pulsante, esiste un luogo nel quale il tempo rallenta e l’architettura sembra riuscire a dialogare con l’intero cosmo: è il Pantheon che, assoluto capolavoro d’ingegneria, ogni 21 dicembre ci regala un evento tanto discreto quanto suggestivo in occasione del solstizio d’inverno. A farsi protagonista è la luce del sole, in grado di trasmutare uno spazio millenario in un teatro astronomico. Anche quest’anno, dunque, nel giorno più corto dell’anno non possiamo far altro che goderci questo meraviglioso spettacolo.

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Il Pantheon come calendario di pietra in occasione del solstizio d’inverno: il rito del 21 dicembre

Costruito in epoca imperiale e ricostruito sotto Adriano, il Pantheon è molto più di un tempio dedicato a tutte le divinità e poi trasformato in chiesa, ma è anche una sofisticata macchina simbolica. La sua cupola perfetta, sormontata dall’oculo centrale, è pensata per catturare e orientare la luce solare nel corso dell’anno.

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Nel giorno del solstizio d’inverno, quando il Sole raggiunge il punto più basso nel suo percorso annuale, il fascio luminoso entra dall’oculo del Pantheon con un’inclinazione particolare, illuminando alcune specifiche aree al suo interno. Non è un effetto casuale, ma voluto: l’edificio funziona come un vero e proprio calendario monumentale, in grado di rendere visibili i cicli cosmici attraverso l’architettura.

Anche in questo 2025 che sta per finire, il 21 dicembre sarà il giorno più corto dell’anno e, dunque, porterà con sé il simbolico ritorno della luce. Al Pantheon, questo momento assume un valore speciale: senza effetti artificiali né celebrazioni ufficiali. Basta alzare lo sguardo per comprendere come, da quasi duemila anni, Roma abbia saputo trasformare il cielo in architettura e la luce in racconto.

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