Coronavirus, Heather Parisi e la vita stravolta dopo il virus: cosa è successo a Hong Kong

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Heather Parisi vive a Hong Kong, un paese vicinissimo alla Cina che in questi giorni sta vivendo la paura del coronavirus. Ecco qual è la situazione.
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La diffusione del nuovo coronavirus sta sconvolgendo la vita di tutti, specie in Cina e in altri paesi dell’estremo oriente: lo sa bene Heather Parisi che da Hong Kong ha condiviso su Instagram alcune notizie sullo stato di cose nel paese asiatico.

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Da Hong Kong Heather Parisi racconta l’emergenza coronavirus

Proprio così. Come molti di voi sapranno, Heather Parisi vive ad Hong Kong da diversi anni con il compagno e i due figli, in un Paese che sin dal principio ha adottato un atteggiamento estremamente cauto nei confronti del coronavirus che arriva dalla città di Wuhan.

Ebbene, in un video condiviso su Instagram, la ballerina italo-americana si è fatta inquadrare insieme ai figli Dylan Maria ed Elizabeth Jaden su una scala mobile, mentre indossano delle vistose mascherine nere.

“Molti mi chiedono come e quanto sia diversa la nostra vita dopo l’esplosione del coronavirus – ha scritto la Parisi nella caption – Sarò sincera. Io ho sempre amato stare a casa, a leggere, a cucinare ad insegnare ai miei gemelli. E per questa ragione le nostre abitudini non sono assolutamente cambiate”.

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fonte: Instagram

“Qui non c’è panico né isteria”

Tuttavia, nel paese, nulla sembra più come prima: “In compenso, è lo stile di vita della gran parte dei cittadini di Hong Kong ad essere cambiato diventando molto più simile al mio. Infatti, la gente esce pochissimo e in gran parte lavora da casa. Questo accade per tutti gli impiegati pubblici, per la quasi totalità delle società finanziarie, per gli studi legali, per i commercialisti e per gli uffici amministrativi. Per coloro che sono costretti a lavorare in ufficio, è previsto il controllo della temperatura ogni volta che entrano dall’esterno. Gli studenti svolgono le loro lezioni da casa collegati via computer con gli insegnanti e i loro compagni in una sorta di classe virtuale. Tutti indossano la mascherina e si disinfettano le mani all’entrata di ogni edificio pubblico. Gli ascensori e le scale mobili vengono sterilizzate ogni due ore”.

In confronto alla paura di psicosi, però, c’è un aplomb decisamente asiatico:Non c’è panico, nè isteria, ma la consapevolezza che solo con il contributo di tutti indistintamente, questa epidemia può essere sconfitta. Se c’è una città che è preparata ad affrontare una simile situazione, questa è senz’altro Hong Kong e il numero circoscritto di malati, nonostante la vicinanza con la Cina, è lì a dimostrarlo”.

Insomma, stando a ciò che dice Heather Parisi, le cose sembrano essere piuttosto sotto controllo ad Hong Kong, dove il rischio coronavirus è decisamente più sentito che in Occidente!

Foto: Kikapress

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