Claudia Koll, l’aggressione del diavolo e la sua vita stravolta per la religione: ecco cosa fa oggi e come è cambiata

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Claudia Koll ha abbandonato ormai da anni il suo passato nel mondo dello spettacolo. Oggi l'attrice si è affidata alla fede e alla preghiera
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Claudia Koll ha abbandonato ormai da anni il suo passato nel mondo dello spettacolo. Oggi l’attrice si è affidata alla fede e alla preghiera, lontana dal piccolo schermo.

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Di recente è stata ospite nel salotto di Pierluigi Diaco, a “Ti sento”, programma che va in onda in seconda serata su Rai 2. 

La Koll ha raccontato la sua vita e di un’esperienza che l’ha turbata molto: l’attrice ha parlato di un incontro ravvicinato avuto col demonio, definendola una vera e propria aggressione.

“Sono stata aggredita fisicamente, mi è salito sul corpo e mi ha stritolata, mi ha detto che era la morte e che era venuta per uccidermi […] Era uno spirito, non l’ho visto, lo spirito non si vede. Però si sente e ho sentito anche l’odio che nei confronti dell’uomo […] In quel momento io penso sia stato Dio stesso ad aiutarmi” ha raccontato Claudia Koll.

Claudia ha spiegato di aver stretto tra le mani un crocifisso recitando il padre nostro, e di essere riuscita a sconfiggere il male. Oggi è una donna felice e serena.

La nuova vita di Claudia Koll

Tutti ricorderanno sicuramente Claudia Koll, diventata famosa negli anni ’90 grazie al film di Tinto BrassCosì fan tutte’.  Con il passare degli anni, però, Claudia Koll ha tentato di liberarsi dal personaggio osè che le aveva dato il successo e si è avvicinata alla fede. Molte volte l’abbiamo vista ospite in trasmissioni televisive in cui ribadiva la sua voglia di ricostruire la propria vita secondo i precetti del cattolicesimo e questo l’ha portata non solo a scegliere di interpretare ruoli in film e fiction più adatti alle famiglie, ma anche a seguire un percorso di fede che, giorno dopo giorno, ha rinnovato il suo essere come lei stessa ha più volte affermato.

In un’intervista rilasciata a Il Giornale, la famosa attrice racconta la sua nuova vita cominciata nel 2000 con la conversione e come mamma di un ragazzo in affido, Jean Marie, originario del Burundi.

“Mi vedo più luminosa di prima, vedo la gioia nel cuore di avere una vita piena, intensa e ringrazio il Signore perché, se non l’avessi incontrato, la mia vita non avrebbe sapore”.

“Da 15 anni giro il mondo con una missione: annunciare la misericordia e la grazia di Dio. E poi c’ è un impegno concreto, l’associazione Le opere del Padre, che opera in Africa e soprattutto in Burundi. Oltre a questo, il Signore mi ha donato un ragazzo, venuto in Italia dal Burundi per essere curato, che poi il tribunale ha affidato a me da quando aveva 16 anni. Oggi ne ha 23. E poi c’è anche l’Accademia di recitazione, dove mi occupo dei ragazzi. Insomma ho una vita piena nel mondo: prendere i voti ed entrare in convento non è la scelta che il Signore mi ha chiamato a fare”.

Ripensando al passato, la Koll parla del suo pentimento per il film di Tinto Brass. “Se potessi, certi errori non vorrei averli commessi. Qualche giornale di recente ha scritto che non mi sono pentita, ma non può essere: certamente lo sono, altrimenti non avrei mai cambiato vita”. Il film di Brass “non mi ha aiutata: sono rimasta due anni senza lavorare. A un certo punto ero arrivata perfino a pensare di iscrivermi di nuovo a Medicina. Mi aveva ostacolato la carriera…. Io sognavo il cinema vero, di Bergman… Feci un grosso errore di valutazione: pensai che mi avrebbe fatta conoscere e invece lo impedì, perché tutti si fermarono al mio corpo, e le uniche chance di lavoro erano dello stesso genere. Così mi fermai per due anni, fino a che Baudo mi chiamò a Sanremo, che mi ha permesso di uscire dall’isolamento”.

Recentemente, la Koll è anche tornata a parlare ai microfoni di SicilyMag, dove ha dato ancora una volta prova del suo attivismo cattolico, prendendo le difese del Santo Padre: “Mi fanno soffrire le critiche a Papa Francesco quando parla dei migranti. Sono vicina a tutti coloro che soffrono ed hanno bisogno di essere aiutati”.

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