‘Attori che puntano sulla volgarità’, Carlo Verdone duro sui suoi colleghi: cosa ha affermato

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Un paragone impietoso, quello fra la Roma dei grandi di ieri, come Sordi e Leone, e quella di oggi, nelle parole di Carlo Verdone
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Carlo Verdone, intervistato dal programma radiofonico Teleradiostereo, ha parlato molto della sua Roma, quella di ieri e quella di oggi, soffermandosi in particolare sulle differenze fra presente e passato e sugli artisti romani che la simboleggiavano, Alberto Sordi e Sergio Leone.

Carlo Verdone duro sui colleghi: “Attori che puntano sulla volgarità”

Parlando di romanità moderna, Carlo Verdone ha parlato della Roma di Sordi e Leone come una città “scanzonata ma saggia, furba, accorta, piena di creatività e di genio” ed ha ricordato con nostalgia gli “inarrivabili” film in bianco e nero di Sordi, nei quali l’attore era riuscito ad intercettare il DNA dell’italiano medio.

“C’era più eleganza, oggi debuttano molti attori che non avendo grandi cose da dire la buttano molto sulla battuta volgare. Avranno un pubblico, ma sarà sempre un pubblico ristretto e volgare come loro. Non lo so fino a che punto c’è bisogno di avere un applauso da un pubblico che è quello che è… c’era più dignità, all’epoca di Sordi e Leone, oggi ce n’è un pochino meno”, ha dichiarato Carlo Verdone ed è impossibile non leggere nelle sue parole una critica, nemmeno troppo velata, ad un certo tipo di cinema che sembra rimasto l’unico in grado di fare i numeri al botteghino.

Carlo Verdone, le sue foto in mostra a Napoli

L’attore e regista, autore di tanti personaggi rimasti nell’immaginario popolare, ha da poco mostrato un lato inedito della sua arte inaugurando a Napoli una mostra fotografica, curata da Elisabetta Sgarbi.

Le nuvole sono il soggetto delle foto di Verdone, una collezione di scatti raccolta in più di 20 anni e mostrata ad Elisabetta Sgarbi senza secondi fini, anzi con un po’ di reticenza.

“Potrei definirla la mia parte mistica, quella spirituale, lontana dal set di commedie fatte di facce e persone, qui non c’è neanche un elemento umano ma solo colori, nubi, alberi, stagioni che passano di un tempo in movimento. Mi piace pensare che gli autori di queste foto siano due, io e il Padre Eterno, lui ci mette lo sfondo, io fermo il momento”, ha dichiarato Carlo, che dopo tanti anni di carriera riesce ancora a stupire il suo pubblico.

 

 

 

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