Nell’Antica Roma il Carnevale era caos puro: niente maschere, ma riti inquietanti, regole sospese ed eccessi senza freni.
Le sfilate di Carnevale, ai tempi dell’Antica Roma, erano qualcosa di completamente diverso rispetto a quello a cui siamo abituati oggi. Non c’erano maschere colorate, né cortei organizzati ordinatamente come quelli della contemporaneità. La festa era completamente diversa e affondava le sue origini in antichi rituali – a volte addirittura inquietanti – nei quali l’ordine sociale veniva sospeso e la città si abbandonava completamente ad eccessi e trasgressioni. Il carnevale diventava un periodo liminale, nel quale le regole smettevano di valere e il confine tra libertà e caos si faceva pericolosamente sottile.
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Carnevale a Roma all’epoca dei Saturnali: la festa in cui il potere si rovesciava
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. L’origine più accreditata del Carnevale dell’Antica Roma va cercata nei Saturnali, le celebrazioni dedicate al dio Saturno che si svolgevano tra il 17 e il 23 dicembre. Era un periodo nel quale tutto veniva capovolto: le leggi erano sospese, il lavoro si fermava e l’autorità perdeva significato. Schiavi e servi indossavano i panni dei padroni, prendevano la parola in pubblico e partecipavano a banchetti e processioni che invadevano le strade della città.
Secondo alcune fonti, veniva persino eletto un “re della festa”, simbolo dell’anarchia temporanea, che al termine dei Saturnali poteva essere sacrificato. Il principio era chiaro: una volta l’anno era lecito perdere il controllo. “Semel in anno licet insanire”, dicevano i romani, riconoscendo alla follia rituale un ruolo fondamentale nell’equilibrio sociale.
Questo Carnevale primordiale non era solo gioia e liberazione, ma anche violenza e disordine. L’abolizione delle gerarchie e delle norme apriva la strada a comportamenti estremi: eccessi di cibo e vino, licenziosità pubblica, scontri e provocazioni. La città diventava uno spazio senza controllo, dove identità e ruoli sociali si confondevano.
Con il passare dei secoli, la Chiesa cercò più volte di reprimere o incanalare queste feste, senza mai riuscirci del tutto. Il Carnevale sopravvisse trasformandosi, ma mantenendo intatto il suo nucleo sovversivo: la possibilità, limitata nel tempo, di infrangere le regole. Fino all’Ottocento, Roma continuò a vivere un Carnevale intenso e spesso pericoloso, erede diretto di quei riti antichi in cui la libertà assoluta era concessa solo al prezzo del caos.
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