A Sanremo 2026 Ditonellapiaga fa discutere: cita “la moda di Milano” proprio mentre parte la Fashion Week. Coincidenza o frecciata voluta?
Non c’è Festival di Sanremo senza polemiche e, anche per l’edizione 2026, ci ha pensato Ditonellapiaga a far discutere con un riferimento poco felice (o parecchio, a seconda dei punti di vista) alla moda e a Milano, proprio nel giorno in cui è cominciata – oltre alla kermesse musicale più attesa d’Italia – anche la Fashion Week. Come ha fatto? Una frase contenuta nel suo brano (tra i più chiacchierati della serata) ha attirato l’attenzione del pubblico. Una coincidenza temporale particolarmente curiosa o un riferimento ben studiato?
Ditonellapiaga, a Sanremo 2026 il “che fastidio” sulla moda di Milano proprio nel giorno dell’inizio della Fashion Week
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Ad aprire ufficialmente la gara del 24 febbraio 2026 è stata Ditonellapiaga con Che fastidio!, brano elettropop già indicato dai bookmaker tra i favoriti alla vigilia del Festival. La performance ha confermato le aspettative: sul canale YouTube ufficiale della Rai il video dell’esibizione è rapidamente salito tra i più visualizzati, conquistando il terzo posto con circa 77mila visualizzazioni, dietro solo a Fedez & Marco Masini con Male necessario (78mila) e ad Arisa con Magica Favola (104mila).
A far discutere, però, è stato soprattutto un verso del testo: “La moda di Milano (che fastidio!)”, inserito all’interno di un elenco ironico di situazioni e abitudini quotidiane che l’artista prende di mira con tono provocatorio e autoironico.
La frase è però diventata immediatamente virale perché pronunciata proprio nel giorno d’inizio della Milano Fashion Week Donna Fall/Winter, partita anch’essa il 24 febbraio e in programma fino al 2 marzo 2026.
È stata pura casualità o una frecciata voluta? Il brano, scritto mesi prima del Festival, costruisce la sua identità proprio su un catalogo di irritazioni contemporanee — dai rituali social alle mode culturali — senza risparmiare né città né atteggiamenti collettivi. In questo senso, Milano compare accanto ad altri bersagli ironici, suggerendo più una critica generazionale che un attacco diretto.
Eppure la coincidenza temporale con l’avvio della settimana della moda milanese ha amplificato inevitabilmente il significato del verso: merito del caso o di un perfetto tempismo studiato nei minimi dettagli?
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