Momenti di tensione questa mattina, venerdì 6 marzo, al Palazzo di Giustizia di Milano, dove è scattato un allarme bomba che ha portato all’evacuazione di centinaia di persone presenti all’interno dell’edificio. Sul posto sono intervenuti polizia e vigili del fuoco, mentre sono in corso le verifiche per accertare la presenza di eventuali ordigni.
L’allarme è scattato nelle prime ore della mattinata dopo alcune telefonate anonime arrivate in Questura. Secondo quanto appreso, nell’arco di circa mezz’ora sarebbero state effettuate più chiamate in cui una voce – descritta come con accento straniero – segnalava con insistenza la presenza di una bomba all’interno del Palazzo di Giustizia, senza però fornire ulteriori dettagli o rivendicazioni.
Evacuazione e attività sospese
Subito dopo le segnalazioni, i vertici degli uffici giudiziari milanesi hanno attivato il piano di emergenza. È stata quindi disposta l’evacuazione dell’intero edificio di corso di Porta Vittoria, nel pieno centro della città. Centinaia di persone, tra magistrati, avvocati, dipendenti e cittadini, stanno lasciando progressivamente il tribunale.
Tutte le attività sono state sospese, comprese le udienze. Nel frattempo alcune vie limitrofe sono state chiuse e transennate, mentre le persone presenti nell’area sono state invitate ad allontanarsi in attesa delle verifiche.
Davanti al tribunale sono presenti diversi mezzi della polizia e dei vigili del fuoco. Una volta completata l’evacuazione, entreranno in azione gli artificieri e le unità specializzate per effettuare le operazioni di bonifica. Fino alla conclusione dei controlli nessuno potrà rientrare all’interno dell’edificio.
“Dopo aver terminato l’evacuazione del personale che si trova ancora all’interno del tribunale, cominceranno le operazioni di ricerca dei presunti ordigni”, hanno spiegato gli operatori intervenuti sul posto. Anche il presidente del Tribunale, Fabio Roia, ha confermato che l’accesso al palazzo resterà vietato fino al termine delle verifiche.
Gli episodi recenti tra Milano e Roma
L’allarme arriva a pochi giorni da altri episodi simili che hanno coinvolto sedi politiche e istituzionali in Italia.
Il 3 marzo a Roma sono scattati due allarmi bomba quasi consecutivi. Il primo ha interessato la sede nazionale di Fratelli d’Italia in via della Scrofa, dove sono intervenute le forze dell’ordine con artificieri e unità cinofile. L’edificio è stato evacuato e la strada chiusa temporaneamente per consentire i controlli, che si sono conclusi dopo circa mezz’ora con esito negativo.
Poco dopo una seconda segnalazione ha riguardato Palazzo Grazioli, storico edificio del centro della capitale ed ex residenza romana di Silvio Berlusconi, oggi sede della stampa estera. Anche in quel caso l’allarme, scattato dopo una telefonata anonima al numero unico di emergenza 112, ha portato all’evacuazione dello stabile, ma le verifiche non hanno evidenziato la presenza di esplosivi.
Un episodio analogo si era verificato nei giorni precedenti anche a Milano, nella sede della Lega in via Bellerio, dove una segnalazione aveva fatto scattare i controlli degli artificieri, rivelandosi poi un falso allarme.
Gli ultimi episodi hanno riacceso l’attenzione sulla sicurezza delle sedi istituzionali e politiche. Le autorità stanno ora lavorando per risalire all’origine delle telefonate anonime e verificare se possano esserci collegamenti tra le diverse segnalazioni.

