Poveglia, l’isola dei fantasmi della laguna veneta: è il luogo più infestato del mondo? La leggenda perfetta per Halloween

Avete mai sentito parlare di Poveglia? È un'isola disabitata caratterizzata da tante leggende, tutti i dettagli
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Avete mai sentito parlare di Poveglia? Si Trova nella Laguna veneta ed è un’isola disabitata ma più infestata al mondo. Attorno ad essa sono nate delle leggende che lasciano tutti a bocca aperta. Chiunque abbia voglia di conoscere dettagli in più sul posto dovrà farlo per la festa di Halloween. Scopriamo qualche e particolare al riguardo.

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Poveglia, i dettagli che nessuno conosce

Poveglia è un’isola disabitata da molti anni e vietata ai turisti, ma meta di visitatori speciali: cacciatori di fantasmi e amanti del soprannaturale, esploratori urbani che si affascinano all’atmosfera suggestiva che si respira da quelle parti.

Dalla fine del ‘700 fino a metà del ‘900 l’isola fu un luogo di quarantena per uomini e merci e l’ultimo rifugio per molti ammalati di peste, che nei secoli prima erano stati costretti a vivere nelle isole Lazzaretto Vecchio e Lazzaretto Nuovo. Lì, gli scavi archeologici compiuti da poco hanno fatto emergere degli scheletri di appestati, sepolti in fosse comuni.

In realtà, nel 1500 fu una meta di salvezza, in quanto arrivarono gli abitanti dell’entroterra veneto, scappati dalle distruzioni compiute dai longobardi; nel 1800, invece, si rifugiarono sull’isola 200 servitori rimasti fedeli al Doge Pietro Tardonico, che era stato assassinato.

In quel periodo Poveglia divenne un posto strepitoso e conobbe momenti floridi per quanto riguarda l’economia. Ma alla fine del 1300, i povegliotti furono costretti ad abbandonare l’isola a causa ella guerra di Chioggia.

La storia del Magistrato della Sanità

Nel 1782 il Magistrato della Sanità prese il controllo dell’isola e la fece diventare un luogo di quarantena, ma negli ultimi anni del ‘700 vi presero posto gli equipaggi di due navi sulle quali era scoppiata la peste. Quindi, l’isola si trasformò in un posto di isolamento e a tal proposito furono costruiti edifici in muratura per ospitare marinai e passeggeri delle imbarcazioni poste in quarantena, magazzini dove lasciare le merci che venivano controllate e passate al processo di disinfezione.

Nel Novecento, poi, a quanto pare fu adibita a manicomio. Molti pazienti perseguitati e terrorizzati finivano nelle mani di un sadico medico lobotomizzatore, che, però, si suicidò e pagò tutta la cattiveria fatta alle persone.

A quanto pare, il medico si gettò dal vecchio campanile, ma non morì. Soltanto più tardi si soffocò con una misteriosa nebbia che si alzò all’improvviso e non gli lasciò scampo. Così avrebbe testimoniato un’infermiera presente.

FOTO: SHUTTERSTOCK

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