Ne ‘L’età giusta’, le nuove generazioni sono rappresentate – nella loro disillusione – da Alessandro Bertoncini e Iole Mazzone: l’intervista.

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L’età giusta, film in arrivo su Paramount+ il 24 dicembre, racconta la storia di quattro donne che fuggono da una RSA per sentirsi nuovamente libere. Soprattutto però, la pellicola diretta da Alessio Di Cosimo illustra un confronto generazionale: da un lato quattro donne anziane piene di vita e dall’altro due ragazzi (interpretati da Alessandro Bertoncini e Iole Mazzone) che sembrano faticare a trovare la propria strada.

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«Il personaggio di Giulia per me è stata una grande opportunità. – ci dice subito Iole Mazzone – Per una riflessione personale e umana. Credo che Giulia rappresenti anche una fetta della popolazione giovanile di adesso, quella che ha un’estrema curiosità. I giovani vogliono raccogliere più esperienze possibili: lei è una ragazza affamatissima, estremamente curiosa e profondamente idealista. Credo che in lei agisca anche però una componente di disillusione. Cerca sempre di porsi fuori dalla sua zona di comfort e anche questo è un lato del carattere dei giovani: vogliono scoprire, ma poi restano disillusi. In questo, è molto diversa da me. Io tendo sempre ad avere tutto sotto controllo e non scompiglio mai le carte. Anche per questo, è stata una grande sfida essendo anche il mio primo ruolo tra i protagonisti».

«Ti racconto una cosa. – aggiunge Alessandro Bertoncini – Per questo film la prima proposta è arrivata 5 anni fa. Poi sai come succede… Nel momento però in cui mi dissero Sei tu Alessandro, io stavo vivendo la stessa situazione del personaggio. Non sapevo bene cosa fare, consegnavo le pizze e mi sono rispecchiato perfettamente. A livello personale, condivido l’idea di credere un po’ in se stessi. La mia crescita in questo film è quindi in linea con quella del personaggio. Ho voluto imparare a credere che le cose possano cambiare e ad essere felice per questo».

L’età giusta: nonni e nipoti, uno spaccato italiano

È pur vero che, nel film, oltre alla disillusione giovanile viene raccontato benissimo il rapporto solidale che si instaura tra nonni e nipoti. «Io sono molto legato ai miei nonni. – dice Alessandro – Le nonne le ho ancora entrambe e con Valeria (Fabrizi, ndr) il rapporto è speciale. Ci vogliamo bene e durante le riprese siamo diventati nipote e nonna. Abbiamo pianto e riso».

«Alessio mi ha detto che ha scelto mio nonno in base ai miei occhi. – aggiunge Iole – Giuseppe Pambieri è stato un piacevole compagno di viaggio. I nonni per i nipoti sono genitori senza responsabilità, sanno solamente amarti ed è bellissimo. La dinamica che si instaura con questo salto generazionale è interessante ed è stato stimolante lavorare con queste fantastiche attrici che mi hanno adottato. Quello che riescono a darti è uno stimolo per i giovani, serve per capire che queste donne hanno ancora tanto da dire e che per noi sono punti di riferimento».

Sulla scena che entrambi si sono divertiti maggiormente a girare, infine, sembrano concordi: «Il tetto ha visto molto – dicono – ed è rimasto molto di nostro. Era particolarmente scosceso».