‘Zootropolis+’, sei corti da non perdere sul mondo «ricchissimo» di ‘Zootropolis’

Abbiamo partecipato alla conferenza stampa internazionale di 'Zootropolis+', dal 9 novembre su Disney+ con sei episodi.
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‘Zootropolis+’, sei corti da non perdere sul mondo «ricchissimo» di ‘Zootropolis’

Su Disney+, dal 9 novembre, è disponibile Zootropolis+ e siamo certi che farà la felicità di tutti gli appassionati del film d’animazione del 2016. Si tratta di una mini-serie composta da sei episodi che scava un po’ più a fondo nelle vite di alcuni personaggi iconici della pellicola: da Fru Fru all’amatissimo Flash. Un nuovo salto, più che gradito, nel mondo di Zootropolis.

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Dietro la macchina da presa, troviamo Trent Correy e Josie Trinidad. Il primo ha debuttato con il corto Drop e ha poi diretto La Storia di Olaf con Dan Abraham. Josie aveva invece già lavorato a Zootropolis in veste di Co-Head of Story.

«La verità è che qui in Disney hanno introdotto un programma. Chiunque può pensare a una storia e presentarla, anche in forma anonima. Stavo ripensando ai nostri film del passato e uno dei miei preferiti è sicuramente Zootropolis. All’epoca, lavorai all’animazione del bradipo, uno dei momenti più alti della mia carriera. Ho pensato che volevo immergermi di nuovo in quel mondo ricchissimo. Volevo semplicemente rivisitarlo. Perché il film è fantastico, ma di alcuni personaggi abbiamo visto solo degli accenni. C’era ancora da scavare!».

È stata proprio un’idea di Trent quella di far sì che la serie fosse intrecciata al film, anche cronologicamente. E di realizzare sei capitoli molto ben delineati, ognuno con protagonista un personaggio differente. «Trent era partito con dieci idee. – dice Josie – Ma poi abbiamo ridotto a sei episodi. Lui però ha avuto anche l’idea di muoverci su diversi generi, dall’action alla commedia romantica, passando per il noir».

Zootropolis+, Hopp on Board: il ritorno di Bonnie e Stu Hopps

Il corto action ha per protagonisti Bonnie e Stu Hopps (genitori di Judy) ed è l’episodio inaugurale della serie. Per l’occasione, ritroviamo in veste di doppiatori Bonnie Hunt e Don Lake.

«È stato divertente. – dice Bonnie in conferenza – Sono fortunata a lavorare con talenti come Nathan, Josie e Trent. C’è la sicurezza di avere una buona storia, buone intenzioni e personaggi di qualità. E poi, secondo me, ogni genitore è un action hero. Non ho figli, ma ho 15 nipoti. E ho visto mia sorella diventare un’eroina appena il figlio di un anno si avvicina troppo alle scale. Credo che ogni genitore possa immedesimarsi nel momento in cui Molly sale sul treno. È un privilegio interpretare un progetto intelligente e pieno di umorismo».

Sicuramente, il rapporto tra Bonnie Hunt e Don Lake gioca a favore della celebre coppia di coniglietti. «Siamo ottimi amici. – dice Don – Quando lavoriamo insieme, pensiamo a divertirci. E confermo che sia un privilegio avere così tanta libertà da parte di Nathan, Trent e Josie. Quasi non è lavoro».

Duke The Musical

Tra i vari episodi, va segnalato Duke The Musical con protagonista il criminale Duke Donnolesi. Il genere di questo corto è, neanche a dirlo, il musical. E presenta al pubblico persino un brano originale, Big Time, scritto e composto da Elyssa Samsel e Kate Anderson.

«Abbiamo avuto l’onore di scrivere la canzone Big Time insieme a Michael Giacchino – dice Elyssa – e devo ammettere che, quando ho scoperto di dover scrivere un brano per Duke Donnolesi, sono impazzita di gioia. Michael inizialmente ci ha mandato le prime registrazioni e una melodia bellissima per iniziare il brano. Direi che quando ricevi una nota vocale da Michael, con lui che suona il piano e dice Facciamone una canzone, che ne pensate?, è un giorno speciale. Volevamo che Duke fosse un po’ rock, quindi abbiamo scelto una specie di genere ispirato ai Queen. Ma che ricordasse anche un po’ David Bowie, in stile Starman. Credo che funzioni benissimo con Duke».

Per quanto riguarda il testo, Kate Anderson spiega che l’idea iniziale fosse «che Duke partisse con sogni da quattro soldi, visto che è un truffatore da quattro soldi». Il sogno di diventare venditore d’auto, ad esempio, che però – in pieno stile Duke – finisce sempre per avere una controparte illegale.

«Ci siamo divertiti a creare la versione di Duke di tutti questi percorsi professionali. – chiosa Kate – È stato bellissimo».

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