Quando l’Italia cantava i Beatles: un libro-censimento fra curiosità e aneddoti

Un viaggio lungo 160 pagine nella musica dei Beatles vista dagli interpreti italiani, dagli anni '60 ai giorni nostri.
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Quando l’Italia cantava i Beatles: un libro-censimento fra curiosità e aneddoti

Più che una band, un fenomeno di costume entrato nei libri di storia. La musica dei Beatles, quartetto di Liverpool attivo dal 1962 al 1970, ha influenzato fortemente il panorama artistico occidentale creando un fitto sottobosco di cover, traduzioni e reinterpretazioni delle hit più famose. Alcune sono diventate celebri, altre sono scomparse, in ogni caso hanno segnato un’epoca.

Un fenomeno affascinante che ha riguardato anche l’Italia e che è al centro del libro I Beatles made in Italy di Enzo Gentile e Italo Gnocchi. Edito da Baldini+Castoldi ed in libreria dal 28 ottobre, il volume vanta la prefazione di Gianni Morandi. Un libro che in 160 pagine si propone di censire tutte le cover e le traduzioni italiane dei successi dei Beatles. E che diventa anche un’antologia di aneddoti, statistiche e annotazioni che ripercorrono la storia della nostra musica.

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Tra gli interpreti che si cimentarono con i Beatles troviamo infatti sia nomi sconosciuti ai più che personaggi di spessore. Sapevate ad esempio che il primo a cantare i Beatles in italiano fu Fausto Leali, nel 1963, con Please please me? E che l’autore che più ha tradotto ed adattato in italiano le canzoni dei Beatles è stato Mogol (sua anche Un bel sottomarin, 1965)?

I Beatles made in Italy viene definita dagli autori «la più completa ricerca, il censimento definitivo sulle canzoni dei Beatles tradotte ed eseguite qua in Italia (…) tra i tanti a cimentarsi nel repertorio beatlesiano Mina, Patty Pravo, Ornella Vanoni, Ricky Gianco, Fausto Leali, i Camaleonti e Gianni Morandi, che firma la prefazione».

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