A Roma c’è una basilica “segreta”: 33 gradini sotto il livello stradale, tra fede e storia. Sai qual è?
Tra le tantissime chiese di Roma c’è anche una “basilica segreta”, che si raggiunge scendendo 33 gradini, in una sorta di viaggio simbolico verso le radici più profonde della città. Un luogo nascosto rispetto al piano stradale, nel quale la storia affiora prepotente tra la pietra e il silenzio. È qui che si intrecciano fede, storia e memoria collettiva, in uno degli edifici sacri più antichi della Capitale. Ma di quale chiesa stiamo parlando?
LEGGI ANCHE: Scuderie del Quirinale: prorogata la mostra Tesori dei Faraoni fino al 14 giugno 2026
San Vitale in Fovea: la “basilica segreta” è una delle chiese più antiche di Roma
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. La basilica di San Vitale in Fovea, fondata sotto papa Innocenzo I tra il 401 e il 417 d.C., è considerata una delle più antiche di Roma. Secondo la tradizione, sorse grazie alla donazione dei gioielli della matrona Vestina e fu inizialmente dedicata ai martiri Gervasio e Protasio. Il nome “in Fovea” richiama la sepoltura di San Vitale, padre dei due santi, che sarebbe stato sepolto vivo in un pozzo.
LEGGI ANCHE: Il Santo che non esiste, a Roma c’è un chiostro davvero insolito: ecco cosa nasconde
Nei secoli la chiesa è stata restaurata più volte, ricostruita da Sisto IV e Clemente VIII, e trasformata dopo l’apertura di Via Nazionale, quando nel 1859 venne realizzata la scenografica scalinata d’accesso. Oggi la facciata conserva un portico paleocristiano con cinque archi su colonne del V secoli.
La basilica è legata anche a uno degli episodi più drammatici della storia romana. Dopo l’inondazione del Tevere e la peste del 590, San Gregorio Magno istituì una solenne litania septiforme con sette cori che partivano da diverse chiese della città. Il sesto coro, quello delle vedove, muoveva proprio da San Vitale. La processione si concluse con l’apparizione dell’arcangelo Michele sulla Mole Adriana, segno – secondo la tradizione – della fine dell’epidemia.
Photo Credits: Shutterstock


