Roma nasconde storie segrete nei suoi vicoli: tra queste c’è la casa di Fiammetta Michaelis, una delle donne più potenti del Rinascimento.
Roma è fatta di storie grandi, grandissime, che tutto il mondo ci invidia. Tra le sue strade e i suoi vicoli, tuttavia, se ne nascondono anche tantissime che in pochi davvero conoscono, che si nascondono lontane dai riflettori, spesso negli angoli più discreti. È il caso di un edificio che si trova nel cuore della città. Stiamo parlando della casa di Fiammetta Michaelis che, nella Roma del Rinascimento, fu una delle donne più influenti e potenti. Ma qual è la storia che ci nasconde?
Dove si trova la Casa di Fiammetta Michaelis a Roma e perché è diventata un simbolo
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. A Roma, in Via degli Acquasparta (nel Rione Ponte) si trova la Casa di Fiammetta, affacciata su una piazza che prende il suo nome. A prima vista sembra un edificio come tanti, ma in realtà si tratta di una costruzione del ‘400, a due piani, con un’altana e un porticato sorretto da colonne.
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Si tratta di un angolo della città che sembra sospeso nel tempo ma, ancora più affascinante è la storia di Fiammetta Michaelis. Questa donna, arrivata giovanissima da Firenze insieme alla madre, divenne infatti una delle cortigiane più ricercate della Roma rinascimentale. Era quella che poteva essere definita una “cortigiana onesta”, cioè colta e ben inserita nei circoli di rango. E, anzi, nella Roma dell’epoca la sua fama crebbe al punto da farla entrare in contatto con figure di altissimo profilo – si narra addirittura di un suo legame con Cesare Borgia.
La svolta arrivò nel 1479, quando il cardinale umanista Iacopo Ammannati Piccolomini, di cui Fiammetta era favorita, le lasciò tutti i suoi beni. Il gesto fu tanto clamoroso che Papa Sisto IV istituì una commissione per decidere come gestire quel lascito. Alla fine, per garantire una dote adeguata alla “damigella di singolare beltà”, Fiammetta ottenne quattro immobili, tra cui questa casa e un’altra abitazione in Via dei Coronari.
Probabilmente, però, nonostante ne porti ancora il nome potrebbe non averci vissuto mai, avendo preferito dare in affitto l’edificio. Dopo la sua morte (1512), le proprietà passarono ad Andrea, indicato nel testamento come “fratello”, ma ritenuto in realtà suo figlio. Fiammetta fu sepolta nella vicina chiesa di Sant’Agostino, dove dal 1506 aveva il patronato su una cappella, segno di un prestigio rarissimo per una donna del suo tempo.
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