Roma e Stranger Things sembrano lontani, ma il “Sottosopra” ha radici antiche: a Roma esisteva davvero un varco tra due mondi, nel cuore della città.
La città di Roma e l’immaginario di Stranger Things sembrano due concetti estremamente lontani. Se la Città Eterna è fatta di marmo, storia e leggende, l’universo della serie culto di Netflix è composta da biciclette anni ’80 e incubi interdimensionali. Eppure, se si guarda bene, l’idea del “Sottosopra” non è poi così moderna come crediamo. Nell’antichità, infatti, esisteva davvero un concetto simile, così inquietante e affascinante: una porta tra due mondi, un varco invisibile che poteva aprirsi nel cuore della città. E si trova davvero a Roma.
Stranger Things a Roma: il Mundus Cereris come il Sottosopra?
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Nella religione romana arcaica c’era un luogo chiamato Mundus Cereris, una fossa circolare legata al santuario di Cerere e consacrata ai Mani, gli spiriti dei defunti. Non era una semplice cavità nel terreno: quando veniva aperta, si credeva mettesse in comunicazione il mondo dei vivi e quello dei morti, come se la città avesse un “punto debole” capace di far filtrare l’aldilà nella realtà quotidiana.
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Il dettaglio più cinematografico è che questo varco restava chiuso quasi tutto l’anno, tranne in tre date precise segnate sul calendario romano con una formula inquietante: mundus patet, “il mundus è aperto”. In quei giorni ogni attività ufficiale veniva sospesa, perché l’ordine del mondo era considerato instabile: i segreti dei morti, letteralmente, potevano tornare “alla luce”.
Secondo la tradizione, il mundus veniva scavato al centro della città, nel punto in cui si incrociavano idealmente cardo e decumano, cioè gli assi principali dell’impianto urbano romano. Era come se Roma avesse un ombelico sacro: un punto di contatto tra superficie e profondità, tra spazio umano e dimensione sotterranea.
E qui il collegamento con Stranger Things diventa irresistibile: anche a Hawkins le crepe si aprono nel posto “sbagliato”, trasformandosi in passaggi improvvisi tra due realtà. Solo che, al posto di rituali e tabù, ci sono mostri e Demogorgoni. Ma la logica è identica: il mondo normale non è mai davvero chiuso, e sotto la pelle della realtà potrebbe esistere sempre un’altra Roma — o un altro mondo — pronto a riemergere.
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