Non tutti sanno che, ogni anno, l’arrivo della primavera a Roma regala uno spettacolo tanto silenzioso quanto straordinario. Accade il 20 marzo, giorno dell’equinozio, quando nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri si verifica un fenomeno capace di unire scienza, arte e meraviglia.
Qui, infatti, la luce del Sole diventa protagonista assoluta.
Il momento perfetto: quando luce e tempo si incontrano
Durante l’equinozio di primavera — quel preciso istante in cui giorno e notte hanno la stessa durata — un raggio di luce attraversa una piccola apertura nella basilica e va a colpire con incredibile precisione la grande meridiana disegnata sul pavimento.
Non è un caso, né un semplice effetto scenografico: è il risultato di calcoli astronomici raffinati, studiati secoli fa per misurare il tempo con esattezza.
La meridiana: un capolavoro nascosto sotto i piedi
All’interno della basilica si trova una delle meridiane più affascinanti d’Europa, una lunga linea in bronzo di circa 44 metri che attraversa il pavimento del transetto. Questo straordinario strumento fu progettato tra Seicento e Settecento da grandi studiosi come Giovanni Domenico Cassini e Francesco Bianchini, su incarico papale.

La sua funzione non era solo quella di segnare il mezzogiorno: serviva anche a verificare la precisione del calendario gregoriano, introdotto nel 1582 per correggere uno sfasamento accumulato nei secoli.
Grazie a un piccolo foro posto in alto sulla parete, il cosiddetto “gnomone”, la luce solare entra ogni giorno nella basilica e si sposta lungo la linea, cambiando posizione in base alla stagione. In questo modo, la meridiana funziona anche come un vero e proprio calendario astronomico.
Un calendario di luce tra stelle e zodiaco
Osservando attentamente la meridiana, si possono notare incisioni di segni zodiacali e riferimenti alle stelle più luminose visib
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