Giovanna Dark al Teatro Stanze Segrete di Roma – Recensione

La follia, l’oscurità, la luce, l’estasi e la disperazione possono convivere in uno sguardo? Sì, se lo sguardo è quello […]

La follia, l’oscurità, la luce, l’estasi e la disperazione possono convivere in uno sguardo?

Sì, se lo sguardo è quello di Virna Zorzan, appassionata protagonista di Giovanna Dark, in scena al Teatro Stanze Segrete fino al 3 novembre.

Ancora una volta la compagnia DarkSideLab fa di uno spettacolo teatrale un’esperienza immersiva che coinvolge da vicino il pubblico e lo rende partecipe dall’inizio alla fine.

Il Teatro Stanze Segrete, diretto da Ennio Coltorti, si afferma nuovamente terreno fertile per la sperimentazione.

In questo piccolo gioiello, situato nel pieno centro di Roma, che cambia e si trasforma ad ogni nuova messa in scena, Matteo Fasanella ha portato sul palco uno spettacolo duro, a tratti inquietante, che sicuramente non lascia indifferenti.

Virna Zorzan, nella parte di Giovanna, riporta tutta la fatica, l’esaltazione e forse la follia di colei che fu osannata, odiata ed infine condannata a morte.

Santa o folle?

Non lo sapremo mai.

Lo spettacolo è ispirato ai testi di Andrew Birkin, al regista Luc Besson ed a G.B. Shaw, ma Matteo Fasanella è riuscito letteralmente a tirare fuori dallo schermo, con molto successo, una storia intrigante ed oscura.

La storia di una donna che, in un’epoca in cui le sue coetanee diventavano mogli e madri (spesso contro la loro volontà), riuscì a farsi affidare un esercito per riportare la Francia nelle mani del legittimo Re, ma fu pedina sacrificabile in un delicato equilibrio di giochi di potere.

Giovanna D’Arco femminista ante litteram?

Anche, ma non solo.

Per concludere: Un plauso alla messa in scena, perché in un posto così piccolo è veramente difficile riprodurre le suggestioni che avrebbero più ampio respiro in un luogo con più spazio, ma la magia non sarebbe la stessa.

Un plauso a tutti gli attori che hanno accompagnato senza picchi di protagonismo, ma con estrema dolcezza e professionalità e con una recitazione mai sopra le righe, il travaglio di una santa, di una mistificatrice (forse) ma, soprattutto, di una donna in un cammino di dolore.

Maurizia Grossi, Giuseppe Renzo, Alessandro Onorati, Valerio Rosati, Matteo Fasanella ed Edoardo Sala (che ha impreziosito uno spettacolo già eccellente) sono stati quel quid in più perché Giovanna Dark fosse un esempio di come basti una buona storia, interpretata da attori appassionati, per passare una serata ricca di emozioni.

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