Roma sotto i riflettori globali per il ticket alla Fontana di Trevi: all’estero la ‘tassa’ è vista come controversa e poco convincente.

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Roma torna sotto i riflettori della stampa mondiale a causa dell’introduzione del “biglietto d’ingresso” per avvicinarsi alla Fontana di Trevi, vista come un’ennesima “tassa”. La misura è stata pensata per regolamentare l’accesso a uno dei luoghi più iconici della Capitale anche se fuori dai confini italiani è stata letta soprattutto come un segnale piuttosto controverso. Tra titoli critici, testimonianze dei turisti e dubbi sul modello adottato, il racconto internazionale è tutt’altro che benevolo.

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Fontana di Trevi: la “tassa” per avvicinarsi nell’occhio della stampa internazionale

Tra i media più duri contro la “tassa” della Fontana di Trevi c’è l’inglese Daily Express, che parla apertamente di monumento “snobbato dai turisti” a causa della gabella, sottolineando come molti visitatori abbiano rifiutato di pagare i 2 euro richiesti per accedere all’area più vicina alla fontana. Il tabloid ha parlato di code, proteste e gesti simbolici, come il rituale del lancio delle monetine effettuato da oltre le transenne da parte di chi non voleva acquistare il biglietto.

A rilanciare la notizia è stata anche la stampa più generalista. La CNN ha raccontato di episodi surreali dei primi giorni, mentre The Guardian ha dato voce a chi ha definito la decisione di mettere un biglietto d’ingresso una scelta “sbagliata”, perché un luogo del genere “dovrebbe essere per tutti”.

Anche il Financial Times ha criticato la scelta, osservando che far pagare per avvicinarsi a un monumento pubblico (specie tanto importante) rischia di cambiare radicalmente il rapporto tra città, cittadini e patrimonio. Una frase che riassume bene il senso dell’allarme internazionale: Roma non è solo alle prese con l’overtourism, ma con una decisione che potrebbe fare scuola, nel bene o nel male, per molte altre capitali culturali europee.

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