Max Pezzali presenta Astronave Max: ‘Ora vedo le cose in prospettiva’

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L’1 giugno è il giorno del grande ritorno di Max Pezzali: esce infatti – a distanza di quattro anni – il nuovo album di inediti […]
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L’1 giugno è il giorno del grande ritorno di Max Pezzali: esce infatti – a distanza di quattro anni – il nuovo album di inediti del cantautore, che ha deciso di chiamare questo nuovo progetto discografico – prodotto da Claudio Cecchetto e Pier Paolo Peroni con Davide Ferrario – Astronave Max. 14 tracce e un nome curioso, che per Max ha diverse valenze, come ci ha spiegato lui stesso quando lo abbiamo incontrato per la presentazione dell'album.

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“C’è una doppia implicazione. – ha esordito Max – C’è un brano che si intitola L’Astronave Madre, che racconta di quello che secondo me è uno dei non-luoghi più rappresentativi del nostro tempo, i centri commerciali. Sono non-luoghi uguali l’uno all’altro, da Curno a Marcianise, simboli del nostro tempo, perché sono lo sradicamento delle persone dalle piazze di una volta alla piazza surrogata del centro commerciale. Per me simboleggiano l’alienazione, ma in quel pezzo guardo l’alienazione quasi con ammirazione, perché non c’è un giudizio morale, è un pezzo quasi psichedelico in cui il centro commerciale diventa una specie di teatro in cui si rappresentano le vicende degli esseri umani, come se fossero automi. Dal titolo del brano deriva il nome dell’album, perché pensandoci bene il senso dell’astronave è proprio quello di allontanarsi dalla terra e vedere le cose in prospettiva. E il senso di tutto l’album è proprio questo: arrivato a 47 anni, la realtà che vedo è simile a quella che vedevo prima, ma ora hai una prospettiva diversa e riesci a comprenderne la relatività”.

 

Max Pezzali: le nuove generazioni 'viste in prospettiva'

La prospettiva sembra avere un ruolo fondamentale per Max in questo momento artistico e personale della propria vita, tanto che il cantante nell’album parla di amori rivalutati, ma soprattutto delle nuove generazioni, alle quali si sente molto vicino, nonostante gli anni di differenza. “Magari mi trovo mio malgrado in un club di musica elettronica e vedo le nuove generazioni. – confessa – Non è più la discoteca come te la ricordavi negli anni ’90, però tutto sommato i giovani di oggi hanno più similitudini che differenze con il giovane te che ricordi di essere stato”. Come in Come Bonnie e Clyde, in cui “ritroviamo quel senso dell’amore eroico e complice della tipica coppia giovane. Quando le vedi in giro pensi ‘Ma cosa avranno da limonare così tanto?’. Eppure, ti viene da pensare che forse anche tu alla loro età eri come loro e un po’ ti commuovi, pensando al te stesso di allora”. O come Generazioni, in cui Max arriva “dentro un club senza essere preparato e ti sembra all’inizio un inferno, per uno della mia età. Ad un’analisi attenta, capisci però che l’atteggiamento dei ragazzi è molto simile a quello che avevi un tempo”. “Vorrei far capire a quelli della mia età – specifica Max – che i loro figli non sono alieni e che non è vero che le generazioni di oggi hanno più problemi di quelle di una volta, che noi non avevamo più speranze di loro. Era un casino proprio come è oggi, anzi vivevamo in una nazione basata ancora più esplicitamente sull’idea di raccomandazione e non si faceva neanche finta che esistesse la meritocrazia. Il disagio non è dunque unico, l’ha provato qualcuno prima di noi e lo proverà qualcuno dopo”. “Credo sempre nella possibilità che questa sia la migliore delle epoche possibili oggi – aggiunge poi il cantautore – e che la contemporaneità, con tutti i suoi difetti, rappresenti il punto più avanzato mai raggiunto dall’umanità. Il mio ottimismo permane”.

Eppure di acqua ne è passata sotto i ponti per Max, che a malincuore è costretto ad ammettere quanto sia cambiato il senso di comunità della società, soprattutto per lui, da sempre legato alla provincia milanese, “che diventa sempre più dormitorio” e che “permette la nicchia, ma è isolata e la comunicazione avviene a distanza e non in luoghi fisici”.

 

Il processo di scrittura e il nuovo singolo Sopravviverai

Insomma, la provincia è cambiata dagli esordi degli 883, così come l’approccio alla scrittura da parte del cantautore, grazie ad una prevedibile e naturale evoluzione: “Come tutti quelli che scrivono canzoni, ad un certo punto mi sono trovato nella condizione di dire ‘Di cosa scrivo? E interesserà a qualcuno?’. All’inizio soffri un po’ della ‘sindrome da foglio bianco’, in cui vorresti parlare di tutto lo scibile umano e racchiuderlo in una canzone. Poi ti rendi conto che l’unica cosa che sai fare è parlare di quello che conosci. Quando diventi consapevole di questo e capisci che non puoi parlare di tutto, si sblocca un meccanismo e riesci ad andare avanti. È subentrata in me proprio questa consapevolezza, cioè il fatto di poter raccontare il mio immediato anche a 47 anni e che non esiste un ambito di indagine ‘da giovane’ o ‘da vecchi’. Esiste solo la tua realtà”.

Dopo È Venerdì, singolo apripista che descrive il weekend come un'àncora di salvezza psicologica, Max si affida al nuovo brano Sopravviverai, già in rotazione nelle radio: “Torna in questo brano l’idea della prospettiva e dell’età. – spiega Pezzali – Quando finisce una storia, si pensa che non si riesca a rialzarsi più. Invece ci si rialza sempre, è sicuro. Come le barche inaffondabili, anche se si ribaltano tornano dritte. Il vero problema della fine di una storia è che spesso c’è autocompiacimento nel compatirsi ed è una cosa che non sopporto, anche di me stesso, perché sono uno che ha nostalgia di qualsiasi cosa, anche se è successa tre minuti fa”.

 

Max e l''invettiva' contro Facebook

Se c’è qualcosa che però Max proprio non tollera dei 'tempi attuali' è l’abuso dei social network.

“Ho sempre amato la tecnologia e sono sempre stato attivo nel trovare una connessione tra me e il resto del mondo attraverso un computer. – ci rivela – Oggi cerco di essere attivo, però mi sento un po’ come il metallaro che ad un certo punto scopre che la sua band preferita la ascoltano tutti, anche quelli che prima ascoltavano pop. Quindi non è più il mio giocattolo, come se me lo avessero rubato. Credo che l’unico modo per vivere la tecnologia sia quello di essere anche critici nei suoi confronti e capire che non tutto è figo e utile”.

Facebook fa letteralmente schifo – aggiunge poi Max – non mi piace e trovo che sia un luogo in cui la gente scarica addosso agli altri le proprie frustrazioni. C’è una verbosità eccessiva, paginate di robe da leggere, c’è un traffico di roba inutile. Tutta quella larghezza di banda occupata da minchi*te. A me piace Twitter per la sua immediatezza, per la velocità, avere posto un limite ai caratteri è la cosa più grande fatta per l’umanità. Infatti l’italiano non ama Twitter, perché un italiano in 140 caratteri non è neanche uscito di casa la mattina, non ha raggiunto neanche il garage. Mi piace anche Instagram, è una foto quadrata e non devi tagliare il capello in quattro. Facebook è ormai una grande assemblea d’istituto”.

“Credo che Facebook sia l’eccesso – conclude il cantautore – tutti che si indignano. Internet mi piace quando è sintetico. Questo album senza usare intensamente la rete ad esempio non avrei potuto farlo. Davide (Ferrario, ndr) preparava le basi e me le mandava. Io avevo un microfono, facevo le mie tracce e le mandavo su una cartella di Dropbox condivisa con tutto lo studio. Quella è la figata, il poter essere liberi di trasmettere. Abbiamo fatto un album in remoto ed è una cosa di cui mi vanterò per sempre”.

 

Max Pezzali, il tour

A proposito del tour, che inizierà negli store e che dal 25 settembre si sposterà nei Palazzetti, Max ci anticipa infine che sarà un lungo tuffo nel passato.

“Credo che la band con cui farò il tour sia una benedizione di Dio, perché credo che oggi ci sia bisogno di uscire dalla dinamica del concerto scontato e della musica perfettamente eseguita ma priva di anima. – commenta Pezzali – Abbiamo bisogno di musicisti che siano anche autori e compositori. Preferisco perdere qualcosa in tecnica e guadagnare in impatto emotivo. Nel caso di Sergio Carnevale e Luca Serpenti, parliamo di fenomeni provenienti dalla storia del rock italiano e dall’elettronica. Lo stesso Davide Ferrario, che ha fatto da arrangiatore e producer a tutti i pezzi dell’album, secondo me è un fenomeno assoluto. Mettendo insieme queste cose riesco ad avere un suono moderno e al giorno d’oggi la contemporaneità è tutto”.

E il repertorio? “Le 33 date del tour di due anni fa sono state per me un’esperienza talmente straordinaria e divertente che mi piacerebbe mantenere l’impianto, voglio che ci siano i successi del passato. Se fai un tour incentrato sull’album nuovo la gente si rompe le pa**e perché non conosce le canzoni. Non voglio però neanche un tour celebrativo. Voglio evitare il ‘Che pa**e’ e quindi in questi mesi voglio capire quali canzoni piacciono di più alla gente. Diciamo che ne farò 5-6 nuove, ma voglio che il peso ricada in gran parte sulle canzoni vecchie. So che è brutto a dirsi, ma ci sono canzoni che non posso non fare, altrimenti non scendo dal palco vivo. Il concerto è un evento collettivo e le persone vogliono cantare le canzoni che hanno rappresentato un aspetto della loro vita”.

Ecco le date: 1 giugno Milano – Mondadori Duomo (Piazza Duomo) h. 17.30; 2 giugno Torino – Mondadori (Via Monte di Pietà, 2) h.18.00; 3 giugno Curno (Bergamo) – Mediaworld (Centro Commerciale Curno, Via Enrico Fermi, 1) h.17.30; 5 giugno Modena – Mediaworld (Shopping Center Grand'Emilia , Via Emilia Ovest 1480 Loc. La Bruciata) h.17.30; 6 giugno Bologna  – Feltrinelli (piazza Ravegnana 1) h. 17:00; 7 giugno Varese – Casa del disco ( Piazza Podestà) h.16.00; 8 giugno Roma – Discoteca Laziale (Via Giolitti 263 ) h.17.30; 9 giugno Firenze – Feltrinelli RED (piazza della Repubblica) h.18:00; 10 giugno Reggio Emilia – Mediaworld (SHOPPING CENTER I PETALI DI REGGIO, P.le Azzurri D'Italia 1) h.17.30; 11 giugno Genova a Feltrinelli (via Ceccardi 16) h. 18:00.

25 settembre– Ancona – Palarossini; 26 settembre – Rimini – 105 Stadium; 29 settembre – Mantova – Palabam; 2 ottobre – Firenze – Mandela Forum; 6 ottobre – Livorno – Modigliani Forum; 8 ottobre – Roma – Palalottomatica; 13 ottobre – Perugia – Palaevangelisti; 15 ottobre – Bari – Palaforio; 17 ottobre – Acireale (CT) – Palasport; 20 ottobre – Eboli (SA) – Palasele; 22 ottobre – Bologna – Unipol Arena; 24 ottobre – Torino – Pala Alpitour; 27 ottobre – Genova – 105 Stadium; 29 ottobre – Modena – Palapanini; 31 ottobre – Verona –Palasport; 1 novembre – Trieste – Palatrieste; 6 novembre – Milano – Mediolanum Forum; 7 novembre – Milano – Mediolanum Forum; 9 novembre – Montichiari (BS) – PalaGeorge; 12 novembre – Conegliano (TV) – Zoppas Arena; 15 novembre – Padova – Palafabris.

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