Beyoncé a San Siro: cosa si aspettano i fan dal live (e cosa ne pensano di Lemonade)?

Beyoncé a San Siro: i fan promuovono Lemonade e la scaletta europea (anche senza Single Ladies). È giunto il momento: mancano poco più di 24 […]
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Beyoncé a San Siro: cosa si aspettano i fan dal live (e cosa ne pensano di Lemonade)?

Beyoncé a San Siro: i fan promuovono Lemonade e la scaletta europea (anche senza Single Ladies).

È giunto il momento: mancano poco più di 24 ore all’ingresso di Beyoncé nello stadio di San Siro, dove prenderà vita l’unica tappa italiana del Formation World Tour. Un evento più che un live, perché la divina Queen Bey – sul cui perenne stato di grazia è difficile argomentare – torna stavolta in pompa magna, con un album che più dei precedenti l’ha consacrata Artista con la A maiuscola, libera da schemi e da logiche commerciali. Un visual album, per l’appunto, intitolato Lemonade e nato non tanto per sfornare hit dopo hit, ma per dare alla luce un racconto, una storia di vita amara e personalissima, che parte da temi all’apparenza banali come l’amore e l’infedeltà per proporre all’ascoltatore una riflessione molto più ampia sul ruolo della donna nella società attuale, sulla posizione sempre in bilico e mai certa dell’universo femminile – e ancor più di quello femminile afroamericano – in un mondo i cui paradigmi sono ancora stabiliti dal cosiddetto sesso forte. La dimostrazione più efficace di come si possa combattere tutto ciò, più che nelle canzoni, sta proprio nel gesto anticonvenzionale di Beyoncé di uscirsene con un album non annunciato, sorprendente anche nelle scelte sonore, sicuramente inusuali e dure da comprendere, che nel tour si alterneranno con gli intramontabili e immancabili successi della cantante pop più in gamba (chi ha il coraggio di negarlo?) di questo decennio. Potremmo parlare all’infinito di Bey, ma abbiamo deciso di lasciare la parola ai suoi fan, che più di noi addetti ai lavori la seguono, la ammirano e – perché no? – la criticano quando serve. Ci siamo quindi rivolti a Beyoncé Tribe Italia, uno dei più importanti siti italiani dedicati all'artista statunitense (con relativa pagina ufficiale di Facebook), e – in particolare – ad Alessandro De Mare, uno degli admin della pagina nonché responsabile degli account ufficiali di Twitter e Instagram, che ci ha sapientemente guidato e indirizzato nel trovare risposte alle nostre domande. Insomma, chi meglio di lui poteva farci da guida nel magico mondo di Bey?

Beyoncé e Lemonade: cosa ne pensano i fan italiani?

Lo abbiamo detto: nulla di Lemonade lo rende paragonabile ai precendenti progetti discografici di Bey. I suoni, i testi, persino il “film” omonimo della durata di circa un’ora lo rendono un album sui generis. Anzi, Lemonade è più di un album, è una parentesi cross-mediale di indubbia originalità, che poteva essere ben recepita dai fan o assolutamente rigettata. Beyoncé Tribe Italia ha tagliato la testa al toro (e la ringraziamo per averci gentilmente offerto una panoramica così puntuale sull’opinione dei fan italiani) indicendo un sondaggio su Facebook e chiedendo direttamente agli utenti cosa ne pensassero dell’album e quali fossero le loro canzoni preferite. Il sondaggio ha eletto Freedom come la canzone più amata, seguita da All Night e Daddy Lessons. Curioso che i primi due singoli estratti dall’album (Formation e Sorry) siano rispettivamente in nona e settima posizione. Come dire: meh. Nel complesso, però, l’analisi dei numerosi ascoltatori sembra lucidissima. L’album non viene tanto elogiato per la sua bellezza, quanto per la natura del progetto in sé (“Ogni singola traccia – essendo un pezzo del suo cammino verso il perdono del fedifrago – è una prosecuzione di quella precedente; quindi, prese singolarmente possono anche dir poco – anche se le trovo di una profondità mistica – ma tutte insieme e nell'ordine in cui vengono proposte sono tutte perle. Lemonade è una perla” commenta un’utente), tanto che lo spirito indipendente della cantante viene finalmente accostato a personaggi del calibro di Michael Jackson, proprio per la capacità di uscire dai binari della musica fine a se stessa e di estendere la propria arte al mondo visual (“Tutto l'album è pieno di canzoni di alto livello. Anche quelle più commerciali o stupide, accompagnate dal video, acquistano un'aura di bellezza assoluta”). Insomma, ‘progetto’ promosso a pieni voti e tanta impazienza di sentire finalmente i brani dal vivo.

Formation World Tour: scaletta promossa, ma tanta tristezza per l'assenza di Single Ladies

A proposito del live, inutile dire che molte informazioni stanno trapelando sia dalle tappe statunitensi del tour che da quelle europee che precedono San Siro. La setlist europea è dunque nota e finora sembra che siano ben 7 le canzoni del nuovo album che Beyoncé porterà sul palco (Formation, Sorry, Hold Up, All Night, Don’t Hurt Yourself, Daddy Lessons, Freedom), alternate a successi più o meno recenti, tra cui spiccano Halo (che dovrebbe chiudere il live), Love On Top e Crazy in Love. Tra le grandi assenti richieste dai fan c’è If I Were a Boy (provata da Bey ma non inserita in scaletta) e Kitty Kat, presente nella setlist americana e sostituita in Europa da Irreplaceable. 7/11 è stata battezzata a Miami e poi prontamente tagliata, ma la delusione più cocente dei fan ricade sull’assoluta assenza in scaletta di Single Ladies, probabilmente non molto in linea con la nuova anima vendicatrice e matura di Beyoncé. Niente ‘balletto’ dunque e niente ‘If you liked it, then you shoulda put a ring on it’, ma le recensioni fin qui pervenute parlano di un live di ben due ore decisamente entusiasmante, per cui l’hype resta elevatissimo e le probabilità che Beyoncé deluda – diciamolo – sono ridotte ai minimi termini.