È disponibile in radio e digitale ‘Cocktail d’amore’, il nuovo brano che riporta Mahmood sulla scena. La nostra intervista.

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Il ritorno musicale di Mahmood è nel segno di Cocktail d’amore, brano già disponibile in radio e digitale scritto dallo stesso Alessandro e prodotto da Dardust. Alla stesura e finalizzazione di questa ballad malinconica, l’artista di Soldi, Brividi, Barrio e Rapide – solo per citare qualche titolo – ha dedicato lunghi mesi, riscoprendo un modo scrivere “che cerca la sintesi, quasi come agli inizi”. Il racconto è quello di una relazione inceppata, quando ci si arena nei ricordi di coppia sfogliandoli come un album intriso di rimpianti.

“Non pubblicavo brani da due anni e mezzo e sono partito da questo brano, Cocktail d’amore, che è nato in una città a cui mi sono molto affezionato, Berlino”, spiega Mahmood. “Sono molto orgoglioso di questa canzone che significa veramente tanto perché il suo viaggio è durato forse più di tutti gli altri pezzi che abbia mai scritto. Ho iniziato a scriverla quasi tre anni fa e l’ho finita praticamente solo qualche settimana fa. Mi rappresenta tantissimo e, forse, è il brano che tra le cose nuove che sto scrivendo ha più dettagli personali all’interno”.

Come è nato?
Cocktail d’amore riflette il mio stato d’animo degli ultimi tre anni ed è un pezzo che ha una sospensione finale. Più che più che la fine di una relazione, infatti, racconta proprio uno stato d’animo che mi sono portato per un anno, dal 2021. Contiene anche un po’ la mia  crescita artistica dal momento che torna alle origini a livello di sintesi. In questa canzone ho cercato un po’ di tornare al nocciolo delle questioni a livello di significato ed è come se stessi tornando un po’ alla mia prima scrittura. Un processo diverso da ‘Ghettolimpo’ dove invece c’è stata soprattutto ricerca di suoni e una certa complessità.

Come hai lavorato, invece, alla melodia e alla produzione?
Il brano è nato in studio con Charlie Charles a Parigi e avevamo solo la strofa. Il ritornello, invece, per un anno non ci è proprio uscito: l’ho scritto e riscritto. La melodia mi è venuta al cellulare mentre ero con il mio amico e driver del tour estivo Davide Sala. Insieme a Walter ‘Waco’ Coppola stavamo cercando delle melodie che a mano a mano registravo e quella che ci ha convinto l’abbiamo trovata proprio tra un live estivo e l’altro. Eravamo io, Francesco Fugazza e Marcello Grilli in una stanza d’hotel davanti a un pianoforte mezzo scordato: su quei tasti è nato il ritornello.

Poi è intervenuto Dario, Dardust, che mi ha aiutato a dare la veste finale a Cocktail d’amore, cosa che è stata un po’ complicato perché all’inizio ero spaventato sul tipo di produzione  potesse avere questo pezzo. Abbiamo fatto veramente tanti cambiamenti però Dario è una di quelle persone con cui riesco a capirmi più velocemente e riesce a capire quello che ho in mente.

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C’è un verso che qualcuno potrebbe fraintendere, ovvero: Dici di stare lontano dalle droghe / Per darti il mio goccio migliore. Ce lo spieghi?
Quelle due frasi non sono collegate fra loro. Il mio riferimento è a tutte le persone che si hanno vicine – un conoscente, un familiare, un amico – e ci raccomandano di stare lontano dalle droghe. Allo stesso modo, io dico di stare lontano dalle droghe soprattutto quando vedi una persona che sta vivendo magari un periodo abbastanza difficile. C’è sempre un po’ quella paura, soprattutto nella mia generazione e nel periodo che stiamo vivendo. Personalmente credo che il tema della droga sia molto importante e ricorre spesso nelle canzoni di tanti artisti.

Mahmood La Sirenetta
Foto da Ufficio Stampa Disney

La strofa che contiene quella frase apre con Per stare bene ho bisogno di toccare il fondo / sono un bugiardo se ti faccio vedere che ho tutto sotto controllo / più rido più mi si fredda il cuore. Racconto quella sensazione, quando cerchi di tenere tutto sotto controllo e far vedere che stai bene ma non è vero. In quel caso, chi ti conosce veramente sa quello che stai passando e c’è tanta gente che a volte per sopprimere un dolore, cerca rimedio nelle droghe. Non è che io mi drogo, ecco.

Sempre per citarti, a questo punto, quando hai toccato il fondo?
Di base non ho ancora capito cosa voglia dire stare bene però, diciamo, che sono felice perché penso che non ho nulla di cui lamentarmi. Però è un pensiero che poi blocco subito perché credo che ognuno abbia i suoi problemi in scale diverse. Quindi, diciamo che il fondo credo di averlo toccato ma non abbastanza e, da pessimista quale sono, penso ci possa sempre sempre qualcosa di peggiore.

Come hai detto all’inizio, pur continuando a scrivere, sei stato assente dalla scena musicale per diverso tempo. Come mai questa pausa?

Credo che per me fosse proprio una pausa necessaria, perché sentivo che disco dopo disco e brano dopo brano la mia scrittura si stava evolvendo. Ho avuto il bisogno effettivamente di cambiare e quando devi far uscire musica costantemente è difficile capire tutti quei passaggi a livello artistico. Quindi, questo tempo mi è servito per arrivare a una maturità tale da rendermi consapevole di come i miei stessi brani fossero cresciuti, cambiati. Mi sono preso tutto questo lasso di tempo proprio per evolvermi e, quasi ne sorrido, ma in tutte le canzoni che ho scritto negli ultimi anni avverto un’evoluzione che un po’ un tornare indietro. Nei nuovi pezzi che ho scritto, di cui Cocktail d’amore è l’emblema, ho cercato di ritornare a una sintesi che avevo nel primo album. È stato un evolversi ma per tornare alle origini.

La copertina, invece, quando è nata?
Sono molto orgoglioso di questa cover perché è di Frederik Heyman, un artista che seguo da anni e di cui sono mega fan. Il drago che vedete in realtà non è un drago ma un Pegaso perché ha la testa di cavallo con il corno che vuole racchiudere quel lato orientale che ho espresso in Inuyasha. Sono sempre stato molto fan del mondo anime e manga e questa cover vuole rappresentare me in uno stato di comfort, di tranquillità quasi fosse il mio letto. In mano tengo anche il pc portatile che è poi un pretesto, ovvero la scusa di vedere un film a letto e poi fare altro.

Mahmood
Cover di Frederik Heyman da Ufficio Stampa

A terra, poi, ci sono dei mozziconi di sigarette, bottiglie di vino e cocktail perché volevamo ricreare l’atmosfera della serata al Cocktail d’amore di Berlino. Con tanto di Laser Light che riprendono le scritte in tedesco e in inglese anche un po’ volgari nei bagni, i numeri di telefono lasciati e frasi varie. Si mischiano tante cose in questa copertina e il racconto che ha costruito Frederick ha raggruppato tanti mondi diversi per dare un unico messaggio che di base è follia.

Cocktail d’amore è il primo tassello del prossimo progetto: cosa puoi anticipare in proposito?
Guarda, è un progetto che ho lavorato poco in Italia ma è molto europeo. Ho lavorato in tante città d’Europa, come Parigi a Berlino , fino session a Los Angeles. Racchiude tanto viaggio, quindi, e in una forma di scrittura che torna, per assurdo, quasi al mio primo disco ‘Gioventù bruciata’. Questo mi piace perché credo rispecchi una forma più matura della mia scrittura.

Come è stato girare il videoclip a Napoli?
Ho lavorato con i Torso, videomaker di Parigi che fanno lavori di altissimo livello e sono due persone super semplici. Devo dire che girare a Napoli è stato magico, credo sia stato uno di set più fighi da quando ho iniziato a girare i videoclip. Per me è stata una gran bella scoperta perché c’è stato molto calore da parte delle persone che stavano attorno a noi. Un set molto umano, bellissimo.

Hai qualche aneddoto da raccontare?
Eravamo in mezzo alle strade del centro e ricordo che dovevamo girare una scena la mattina dopo aver fatto le 2 di notte per il fitting. Stavo distrutto e dovevo fare avanti e indietro lungo questa strada. A una certa chiedo un caffè e, quando mi arriva, vedo una signora che mi guarda. “Signora ne vuole? Però non ho bicchieri…” Non si è fatta problemi e mi ha ringraziato tutta felice. Quindi c’è proprio un bel mood a Napoli, è stato proprio girare là.

Riguardo al racconto, invece, qual è l’intenzione del video?
Per quanto riguarda la trama del videoclip, invece, interpreto questo ragazzo che passa il tempo a casa sua, in camera, giocando alla Play. Quindi il tema è quello del passaggio del tempo e di come questo ragazzo si trasforma quando sogna di diventare il personaggio del videogame a cui sta giocando. Le ali di Pegaso come sogno ricorrente rappresentano il sostegno che tutti vorremmo all’interno di una relazione. Quando hai paura di perdere e vivi i momenti più bui.

Hai in programma un tour in primavera, ci sarebbe spazio anche per Sanremo..
Al momento non è previsto, non m ha contattato nessuno. Andrò da Fiorello a Roma con cui farò una gag molto carina. Poi sto lavorando al disco, di cui stiamo chiudendo dei pezzi, e stiamo pensando ai live: vogliamo fare qualcosa che non abbiamo fatto con le canzoni nuove. È ancora tutto in work in progress ma il tour sarà una conseguenza delle nuove cose che usciranno. Ho già tante idee in testa.

Foto da Ufficio Stampa / Kikapress