Sul set milanese di Amo la tempesta: le nostre interviste al regista e al cast

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Dopo numerosissimi progetti, sceneggiature (tra cui quella di Nulle part, terre promise per Emmanuel Finkiel) e cortometraggi, per Maurizio Losi è finalmente arrivato il momento […]
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Dopo numerosissimi progetti, sceneggiature (tra cui quella di Nulle part, terre promise per Emmanuel Finkiel) e cortometraggi, per Maurizio Losi è finalmente arrivato il momento di dirigere il primo lungometraggio, che ha comunque un trait d’union molto forte – almeno nella tematica – con i suoi lavori precedenti.

PRIMA FOTO DAL SET DI CREED

Amo la tempesta (questo il titolo provvisorio del film) è infatti una commedia amara – a tratti ‘surreale’, ci suggeriscono gli attori che abbiamo intervistato sul set – la cui storia si snoda sui binari di un fenomeno quanto mai attuale, vale a dire la ‘fuga dei cervelli’ italiani all’estero. Non a caso il set del film – prodotto dalla Exen, casa di produzione fondata dallo stesso Losi, con un budget inferiore al milione di euro – dopo Milano si sposterà in Germania, a Monaco, mentre parte della campagna tedesca verrà ‘ricostruita’ nel Piacentino e nel Pavese. Noi abbiamo avuto la fortuna di incontrare il regista e il cast sul set milanese, all’interno di un immenso mercatino dell’usato, dove – abbiamo avuto modo di capire – è stato allestito il set delle scene finali del film (che quindi per correttezza non vi sveleremo).

 

Maurizio Losi: "Il tema è attuale e volevo sperimentare"

In questa cornice, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il protagonista Nando Paone, con Maya Sansa (che avrà un ruolo particolarissimo), con Tony Sperandeo, con i due giovani Leonardo Lidi e Chiara Anicito (alla loro prima esperienza cinematografica) e ovviamente con Maurizio Losi.

“L’idea per questo film mi è venuta guardandomi in giro – spiega il regista – ormai si passeggia tra le strade di città, e soprattutto nei paesi piccoli, e i giovani quasi non ci sono più perché son già partiti tutti. La cifra surrealista nasce invece dalla voglia di sperimentare”.

Surrealista perché il protagonista della storia, Angelo – un autista di scuolabus vessato sul lavoro – soffre per la partenza del figlio e, non riuscendo ad arrendersi all’idea che non torni più a casa, finisce per scoprire che un intero quartiere di genitori ‘abbandonati’ la pensano come lui e ad organizzare una vera e propria impresa insieme agli altri ‘parenti’: partire a bordo dello scuolabus alla volta della Germania, rapire i figli e riportarli in Italia.

Nando Paone: "Il mio personaggio è amaro, ma diverte"

“Maurizio mi ha contattato la scorsa estate per questo film, perché voleva iniziare le riprese ad ottobre. – ci racconta Paone – Io ho letto la sceneggiatura e mi è piaciuta moltissimo, mi è piaciuto tanto il mio personaggio perché ho sempre cercato, in 40 anni di carriera, di non essere inquadrato in una tipologia di attore. Oggi la tendenza dell’attore è quella di presentare il ‘tipo’, la ‘maschera’, per fare un esempio come Totò. A me piace cercare invece personaggi che vadano al di là di quello che ho già fatto e questo è un personaggio nostalgico, serio, ma non drammatico, perché la situazione è comica. Io all’epoca in cui lessi la sceneggiatura ero impegnato a teatro, ma Maurizio Losi riuscì a spostare tutto. In questo periodo, dalla scorsa estate a oggi, stranamente ho letto decine di articoli sul giornale che parlano di questa fuga dei cervelli all’estero. È un tema di grande attualità”. Per l’occasione, Nando Paone si è fatto crescere i capelli e il pizzetto, un po’ per scelta e un po’ per necessità: “Mi piace cambiare il look, in accordo con il regista. – spiega – Il capello lungo, il pizzetto… Io studio molto davanti allo specchio, studio atteggiamenti, pettinature, sono cose che mi aiutano a entrare nel personaggio. Col pizzetto volevo rendere il mio personaggio un po’ retrò…”.

 

Maya Sansa diventa la voce di una linea erotica: "Stimolata da questo ruolo"

Chi dovrà lavorare pochissimo sul look è invece Maya Sansa, che nel film interpreterà la voce di una linea telefonica erotica (anche se – confessa l’attrice – “ad un certo punto mi vedrete anche”). “Il mio personaggio immagina di interagire, ma in realtà dall’altra parte ha un interlocutore silenzioso – commenta l’attrice – a un certo punto della storia sentirà altre voci, però nessuno parlerà mai con lei. Si renderà conto abbastanza in fretta che il suo interlocutore non abbia di certo bisogno di giochini sadomaso o di volgarità eccessive. Mi sono divertita molto a leggere la sceneggiatura, mi è piaciuta l’idea, ho voluto subito incontrare Maurizio”. La pellicola – secondo Maya – divertirà il pubblico, ma lo inviterà anche a riflettere: “È un film che tratta un tema molto importante e attuale, quale quello della fuga di cervelli. Io penso che dietro questa fuga di cervelli spesso non ci sia solo la ricerca di un percorso di studio migliore, ma c’è anche la volontà di andarsene da casa. Ed è più facile andarsene da casa con la giustificazione dell’andare a studiare altrove, piuttosto che dire ai propri genitori di voler andare a vivere nella loro stessa città. Penso che ci sia una linea sottile”. E di fuga di cervelli Maya se ne intende, visto che giovanissima è partita per andare a studiare in Inghilterra: “Io faccio parte di quel gruppo di persone che, essendo partita presto, è molto nostalgico. – confessa l’attrice, che ora vive a Parigi, sorridendo – Io quando torno a casa sono felicissima”.

Nel cast troviamo anche Tony Sperandeo, nel curioso ruolo di un politico che si unirà all’avventura del protagonista Angelo: “Sono uno degli organizzatori dell’avventura. – ci racconta l’attore – La storia è molto bella, è interessante. Io ho due figli, ma non li vedo mai, vivono con gli zii. Per questo, a me preme il fatto che i figli crescano coi propri genitori, per cui questa storia in cui i genitori vogliono riprendersi il ‘potenziale umano’ anziché lasciarlo al miglior offerente è interessante. Dall’altro lato, lo dico con un po’ di polemica, ma i nostri governanti sono in grado di dare un futuro ai nostri figli? Io in questo momento credo di no”.

I giovani non mancano sul set: l’intero gruppo dei ‘ragazzi rapiti’ è infatti interpretato da esordienti (cinematograficamente parlando), attori di teatro scelti da Maurizio Losi solo in base al loro talento sul palco. A rappresentare tutti loro ai nostri microfoni ci sono Leonardo Lidi e Chiara Anicito (che il regista definisce i suoi due “bracci destri”), che elogiano la ‘meritocrazia’ con cui si sono svolti i provini per il film e si definiscono emozionati per questa loro prima volta sul set.

Se volete scoprire qualcosa in più, vi rimandiamo alle nostre video-interviste.

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