La Guarimba Film Festival, quando l’impossibile diventa possibile: intervista a Giulio Vita

Foto
Nel 2013, ad Amantea – comune calabrese in provincia di Cosenza, di circa 14mila abitanti – si è svolta la prima edizione de La Guarimba […]
-
loading

Nel 2013, ad Amantea – comune calabrese in provincia di Cosenza, di circa 14mila abitanti – si è svolta la prima edizione de La Guarimba International Film Festival, un evento che – tra lotte, fatiche, ma anche tante soddisfazioni – è riuscito a conquistare un posto nel mondo delle rassegne internazionali, tanto da essere giunto alla sua terza edizione (dal 7 all'11 agosto).

LEGGI ANCHE: INTERVISTA A JASMINE TRINCA

Vi stupirà sapere che l’idea di questo Festival, che offre agli avventori una selezione di cortometraggi anche in anteprima mondiale (quest’anno ci sarà The Bigger Picture, nominato agli Oscar 2015, per citarne uno), è nata in una casa di Madrid, tra lo sconforto e l’abbattimento generati da una vita eternamente precaria. Giulio Vita, fondatore e direttore artistico del Festival, viveva infatti in Spagna quando propose alla fidanzata Sara Fratini (che gestisce ogni anno una mostra legata al festival in cui vengono esposte le opere di 30 illustratori che personalizzano la locandina della kermesse) di provare a realizzare una rassegna cinematografica nel paese d’origine dei propri nonni, sulle coste calabresi.

 

La Guarimba Film Festival: un 'cinema' possibile ovunque

La storia de La Guarimba non è però solo un racconto di voglia di rivincita e di creatività, ma anche la storia di una comunità che, contro tutto e tutti, ha sempre aiutato gli organizzatori a far sì che il Festival avesse luogo, o in un vecchio cinema ormai in disuso o all’aria aperta, nel bel mezzo di un parco. Abbiamo voluto che questa storia ce la raccontasse proprio Giulio, a cui abbiamo chiesto di parlarci di questo originalissimo Festival, sempre più importante sulla scena europea.

Ciao Giulio, parliamo un attimo in generale di questo Festival. Come (e a chi) è venuta l’idea di realizzarlo e perché proprio ad Amantea?

L'idea è nata a Madrid, grazie alla crisi. Io mi ero laureato in cinema, ma non trovavo lavoro nell'ambito di cui mi volevo occupare. Prima avevo studiato giornalismo a Caracas e il panorama non era migliore. Ho trovato un lavoro in un ostello della gioventù, ma avevo finito i soldi. Una amica mi ha accolto sul suo divano per sei mesi, durante i quali ho lavorato e risparmiato tutto. Con i miei amici di Madrid passavo le giornate a criticare il mondo senza dare soluzioni, finché mi sono stancato di criticare tutto senza fare nulla. Ho proposto alla mia ragazza Sara Fratini, neolaureata in Belle Arti, di andarcene nel paese dei miei nonni, in Calabria, per fare il Festival e così lei poteva dedicarsi al suo progetto. Ci siamo dati un anno di tempo per valutare se avevamo fatto una stupidaggine o se davvero il futuro era al sud.

Cosa devono aspettarsi gli avventori da questo Festival?

La Guarimba in poco tempo si è trasformato in uno dei punti di riferimento in Europa del cortometraggio. Diamo spazio a corti di fiction, animazione e documentario, con questa idea di riportare il cinema alla gente e la gente al cinema, ma organizziamo anche dibattiti su tematiche sociali o che aiutano la comunità del cinema.

Cosa proporrà la selezione di quest’anno?

Quest'anno abbiamo diverse anteprime italiane e una anteprima mondiale con un corto brasiliano. Abbiamo corti poco conosciuti, ma anche uno dei nominati agli Oscar 2015. Proviamo a dare visibilità al cinema contemporaneo in tutte le sue forme. Tutte le informazioni sulla selezione sono disponibili sul nostro sito: http://laguarimba.com/selection2015

 

Abbiamo parlato un po’ tra noi e mi hai detto una frase che mi ha colpito molto, cioè che “un cinema può nascere sempre”. Ci racconti come è stato nella prima edizione riparare un vecchio cinema muovendo tutta la comunità (immagino emozionante) e come vi siete ‘comportati’ poi quando vi è stata tolta l’opportunità di usare quel cinema?

Nel 2012, quando sono arrivato ad Amantea, ho scoperto che c'erano tre sale di cinema in disuso. Una di queste è il colosso Arena Sicoli, un cinema all'aperto di 938 posti, uno dei posti più belli che ho visto, che dovrebbe essere patrimonio italiano. Il cinema era abbandonato e preso dalla natura. Ho parlato con il proprietario e siamo arrivati all'accordo di ripararlo per fare il festival. Così ho iniziato a investire tempo e soldi per questo sogno. Grazie a internet sono riuscito a coinvolgere la comunità locale e nazionale (persino da Milano sono venuti!). Dopo la prima edizione, non è stato possibile arrivare a un nuovo accordo per continuare con il cinema, anche se avevamo tante idee e possibilità. Questo però non ci ha demoralizzati né ci ha fatto renunciare al nostro progetto. Ho contattato AIRSCREEN, il più grande fabbricante di schermi gonfiabili, e hanno deciso di sponsorizzarci. Dopo ho fatto domanda al comune per l'uso di un parco pubblico.

Il messaggio che trasmettete è dunque molto positivo, l’idea che comunque basti veramente poco per vedere un film e godersi il grande cinema. È qualcosa in cui credi molto?

Mi piace pensare al cinema come un motivo per socializzare, come un elemento per crescere insieme. Stare seduto accanto a uno sconosciuto e provare emozioni insieme a lui, un gruppo di gente che riesce a stare insieme per un attimo, per un film. Si, ci credo e penso che aprendo più spazi e dando accesibilità alla cultura come diritto e non come bene di consumo, potremo migliorare i nostri problemi e sopratutto dar da mangiare al cuore.

Mi hai detto che quest’anno metterete in scena – se così possiamo dire – la prima conferenza stampa via Vimeo. Ci spieghi meglio come funzionerà e come potremo vederla?

Il colpo di quest'anno è grosso, ma purtroppo, come succede quasi sempre in Italia, ancora non capiscono l'importanza dell'evento: Vimeo è la più grande piattaforma di distribuzione indipendente nel mondo e il loro modello può insegnare molto all'Italia che non riesce ad esportare i propri film, per non parlare dei cortometraggi. Per la prima volta in Europa arriva Vimeo. Abbiamo invitato Sam Morrill, curatore della piattaforma che parlerà di Vimeo On Demand in una conferenza gratuita che si farà ad Amantea e proietterà il meglio dei loro ultimi dieci anni, compiuti l'anno scorso.

Mi parli un po’ anche delle iniziative dell’artista Sara Fratini, che ogni anno cura una mostra di 30 illustratori di tutto il mondo? Come mai questo connubio cinema-arte e soprattutto come viene accolta questa iniziativa dagli avventori?

Sara Fratini è una illustratrice venezuelana co-fondatrice di questo progetto. Tra aprile e maggio siamo in tour con il festival e con lei in Spagna perché ha appena pubblicato il suo primo libro con Lumen, la casa editrice di Mafalda. Il suo lavoro per il festival consiste nel fare una mostra di 30 illustratori diversi ogni anno che fanno una versione della nostra locandina ufficiale, fanno una versione della nostra scimmia (il logo è una scimmia) e scrivono nella loro lingua il nostro slogan "Il cinema alla gente e la gente al cinema". È ispirato dal passato, quando le locandine dei film erano dipinte a mano e ogni paese aveva la sua versione. La mostra si fa i giorni del festival e alcuni illustratori vengono a fare workshop per bambini e adulti. Dopo, durante il tour che facciamo ogni anno, portiamo la mostra insieme ai corti in giro per il mondo.

 

Qual è stato per te il momento più bello di questi anni, quello che ti ha dato più soddisfazione?

Il 7 agosto 2013 alle 21:30 quando abbiamo riempito i 938 posti dell'Arena Sicoli al punto che c'era gente in piedi. È una emozione che ha dato senso a tutto il lavoro realizzato e che ricordo sempre, come un mantra.

Ho visto un video su internet in cui sei in compagnia di Maccio Capatonda. Mi sento obbligata a chiederti come vi siete incontrati e cosa ti ha detto della Guarimba.

Sono stato in giuria al Formentera Festival e lui proiettava il suo film "Italiano medio". È stato molto alla mano, davvero gentile e divertente. Non voglio promettere nulla, ma se riusciamo a far capire l'importanza del festival alle nostre istituzioni, questo agosto forse vedremo un italiano medio in giro.

Mi racconti qualcosa della scuola di cinema e d'illustrazione che avete fatto nascere in Puglia?

Le istituzioni non sempre capiscono il potenziale della gioventù. In Puglia c'è un esempio di sud possibile, di sud che scommette, e l'anno scorso, grazie ai nostri amici di ExFadda, ci siamo presentati a un bando per attività culturali a Lecce. Abbiamo proposto di fare il festival là e ci hanno dato 15.000 euro. Non avevamo mai visto quella quantità e ci sembrava irresponsabile non lasciare qualcosa alla regione che ci accoglieva. Così abbiamo messo in atto uno dei nostri progetti che era nel cassetto per mancanza di fondi: La Scuola delle Scimmie, una scuola di cinema e illustrazione indipendente. La nostra idea è formare artisti dove l'università non arriva, essendo attuali, capendo il linguaggio di adesso, con i social e la realtà dei mercati. Abbiamo chiamato gli illustratori del festival come docenti, professori della mia scuola di cinema e il documentarista Tomas Sheridan. Abbiamo fatto un bando e abbiamo selezionato 45 ragazzi che hanno ricevuto durante un mese una educazione gratuita e diversa, una specie di Montessori per adulti. Adesso i ragazzi hanno formato una associazione, "Los Guarimberos" e organizzano attività di formazione artistica. Stiamo provando a riproporla per settembre alla Farm cultural park di Sicilia. Il bando è aperto qui: http://laguarimba.com/selection2015

Guarda la photogallery
La Guarimba Film Festival, quando l’impossibile diventa possibile: intervista a Giulio Vita
La Guarimba Film Festival, quando l’impossibile diventa possibile: intervista a Giulio Vita
La Guarimba Film Festival, quando l’impossibile diventa possibile: intervista a Giulio Vita
La Guarimba Film Festival, quando l’impossibile diventa possibile: intervista a Giulio Vita
+1