Il Labirinto del Silenzio: intervista al regista Giulio Ricciarelli

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Il Labirinto del Silenzio, opera prima del regista italo-tedesco Giulio Ricciarelli, arriverà nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 14 Gennaio. Il film prende spunto […]
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Il Labirinto del Silenzio, opera prima del regista italo-tedesco Giulio Ricciarelli, arriverà nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 14 Gennaio.

Il film prende spunto da fatti realmente accaduti per raccontare la storia della Germania alla fine degli anni ’50, il periodo del miracolo economico, quando le persone volevano solo dimenticare il passato e andare avanti.

Il Labirinto del Silenzio – trama

Il Labirinto del Silenzio racconta la storia di un giovane pubblico ministero che decide di mettersi alla ricerca della verità alla fine degli anni ’50. Siamo nel 1958, nessuno ha voglia di ricordare i tempi del regime Nazionalsocialista. Johann Radmann giovane pubblico ministero si imbatte in alcuni documenti che aiutano a dare il via al processo contro alcuni membri delle SS che avevano prestato servizio ad Auschwitz. Ma gli orrori del passato e le ostilità che avverte nei confronti del suo lavoro portano Johann vicino all’esaurimento. E’ quasi impossibile per lui trovare l’uscita da questo labirinto; tutti sembrano essere stati coinvolti o colpevoli. Combattendo contro ogni ostacolo immaginabile, supererà i suoi limiti e quelli di un sistema, dove è più facile dimenticate che ricordare. 

Il Labirinto del Silenzio – intervista al regista Giulio Ricciarelli e le parole del produttore Uli Putz

Il Labirinto del Silenzio è una storia di coraggio, di lotta, di giustizia che mette in luce un capitolo poco noto della Germania. Come racconta uno dei produttori del film, Uli Putz, c’erano uomini e donne alla fine degli anni ’50 che si sono impegnati affinché la Germania smettesse di scappare dal suo recente passato. Volevano che fosse il primo paese al mondo a portare i suoi crimini di guerra davanti alla corte di un tribunale.

“Una storia di coraggio personale, di lotta per ciò che è giusto, e una storia di redenzione – racconta il regista Giulio Ricciarelli – Quando mi hanno proposto il tema del film, non riuscivo a credere che molti tedeschi alla fine degli anni ’50 non avessero mai sentito parlare di Auschwitz.” Solo alla fine delle sue ricerche si è reso conto che quella era la verità. “Dopo la fine della seconda Guerra Mondiale, per molti anni si è tralasciato di parlarne in modo esaudiente – ha proseguito Ricciarelli – C’è stato un tentativo di far calare il silenzio su un passato oscuro. Era un capitolo di cui semplicemente non si parlava: non si parlava dei colpevoli né delle vittime.”

Ma Giulio Ricciarelli ci tiene a precisare che non è un lezione di storia quella che vogliono offrire allo spettatore, bensì una storia emozionante. “Per questo abbiamo cercato di allentare l’azione attraverso uno humor gentile che sgorga dai personaggi. – spiega il regista, che conclude – Credo sia sbagliato dire: oh mio Dio è un tema serio quindi non si dovrebbe ridere!”.

Vi lasciamo con l’intervista che abbiamo realizzato con il regista Giulio Ricciarelli, e vi ricordiamo che Il Labirinto del Silenzio con Alexander Fehling, André Szymanski, Friderike Becht, Johannes Krisch, Hansi Jochmann, Johann von Bulow, Robert Hunger – Buhler, Lukas Miko e Gert Voss, sarà al cinema dal 14 Gennaio.

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Il Labirinto del Silenzio intervista al regista Giulio Ricciarelli
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