A Cannes è il giorno di Matteo Garrone

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Al Festival di Cannes è il giorno di Matteo Garrone. In concorso con il suo ultimo lavoro Il Racconto dei Racconti, il regista rappresenta l'Italia […]
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Al Festival di Cannes è il giorno di Matteo Garrone. In concorso con il suo ultimo lavoro Il Racconto dei Racconti, il regista rappresenta l'Italia insieme ai film di Nanni Moretti e Paolo Sorrentino.

Durante la conferneza stampa che si è tenuta a Roma qualche giorno fa, è stato chiesto a Garrone quale sia il premio "migliore" per lui a Cannes, visto che la concorrenza è tanta e i premi sono pochi. "È un film che nasce per essere per il pubblico prima ancora che per i Festival – risponde il regista – per cui se va bene in sala per me quello è il premio più grande".

Matteo Garrone si dice poi orgoglioso di essere al Festival di Cannes con altri due italiani: "Essere in tre per me è motivo di orgoglio – prosegue il regista – per me e per il cinema italiano". E aggiunge: "È un segnale importante (tre film italiani in concorso al festival ndr) soprattutto se i film verranno accolti bene come mi auguro; è un segnale importante per il cinema italiano a livello internazionale. Speriamo vada bene per tutti!".

 

Ed internazionale è il cast di questo fantastico film: Salma Hayek, John C. Reilly, Toby Jones, Vincent Cassel, Bebe Cave, Shirley Henderson e Hayley Carmichael solo per citarne alcuni.

"La scelta del cast parte come sempre dalla fisicità degli attori oltre che dalla loro bravura. Salma  Hayek mi sembrava potesse essere giusta nei panni di una regina del seicento spagnola; Vincent Cassel mi sembrava potesse avere quel doppio registro comico e drammatico. Mi ricordava un po' Gassman". Garrone confessa di essere stato stupito da Bebe Cave (la principessa Viola): "E' stata l'unica attrice che ho visto per quel ruolo. Ho visto il suo provino e subito mi aveva colpito, però non pensavo che sarebbe riuscita a raggiungere quel livello straordinario che poi ha raggiunto nel film".

Il film mette in scena tre storie tratte da Lo Cunto de li Cunti, una raccolta di 50 fiabe in lingua napoletana scritto da Giambattista Basile. E' la più antica opera fiabesca d'Europa: da questo capolavoro sono state tratte fiabe famosissime come Cenerentola, Il gatto con gli stivali, La bella addormentata nel bosco.

 

Matteo Garrone ne ha scelto tre, e invece che i soliti eroi senza macchia e senza paura, protagoniste questa volta sono tre donne colte in tre fasi diverse della vita: una ragazzina sognatrice (La Pulce), una madre viscerale e gelosa (La cerva fatata), una vecchia ingenua (La vecchia scorticata). Tutte e tre dovranno attraversare prove difficili, da cui usciranno drammaticamente trasformate. Le tre storie ne film sono intrecciate tra loro: a legarle come un file rouge, una famiglia circense (interpretata tra gli altri da Alba Rohrwacher e Massimo Ceccherini), che ritroviamo in tutti e tre i racconti, mentre gira con il suo carrozzone di villaggio in villaggio e di castello in castello.

Ne nascerà una serie? "La forzatura è stata non farne una serie. – racconta Matteo Garrone – C'erano talmente tanti bei racconti, che tra l'altro avevamo anche già cominciato a sceneggiare. E' stato doloroso dover svegliere. Lo sviluppo naturale potrebbe essere una serie, o un secondo film". 

Un'ultima curiosità su questo film fantastico, realizzato magistralmente con costumi, location ed effetti speciali meravigliosi, nonché con una colonna sonora sublime realizzata da Alexandre Desplat: la dedica finale a Nico e Marco.

"Nico è mio padre, Marco Onorato è il direttore della fotografia che ha fatto tutti i miei film – confessa il regista – e che è papà di mio fratello e ha vissuto con mia madre per 40 anni e quindi è il mio secondo papà".

Riuscirà il racconto dei racconti a conquistare Cannes? Staremo a vedere, noi comunque ne siamo stati ammaliati.

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