Il referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo 2026, oltre al confronto politico e pubblico, introduce anche importanti novità pratiche per chi sarà impegnato nei seggi elettorali: presidenti, segretari e scrutatori.
Si tratta di figure fondamentali per il corretto svolgimento delle operazioni di voto, chiamate a gestire giornate lunghe e impegnative, che comprendono non solo l’apertura e la chiusura delle urne, ma anche tutte le attività preparatorie e di scrutinio.
Due giorni di voto e compensi più alti
Una delle principali novità di questa tornata referendaria è la durata delle votazioni: non più un solo giorno, ma due.
Oltre alla tradizionale giornata di domenica (dalle 7:00 alle 23:00), si voterà anche lunedì dalle 7:00 alle 15:00. Un’estensione che comporta un maggiore impegno per il personale dei seggi e che ha reso necessario un adeguamento degli onorari.
A stabilire questa modifica è il decreto-legge n. 196 del 27 dicembre 2025, che prevede un aumento del 15% dei compensi per tutti i componenti dei seggi elettorali.
I nuovi compensi per il referendum 2026
Secondo quanto previsto dalla normativa, gli importi aggiornati per il referendum del 22-23 marzo 2026 sono:
- Presidente di seggio: 149,50 euro
- Segretario di seggio: 119,60 euro
- Scrutatore: 119,60 euro
Si tratta di cifre aumentate rispetto agli importi stabiliti dalla legge n. 70 del 1980, che prevedeva compensi pari a 130 euro per i presidenti e 104 euro per segretari e scrutatori.
Quanto si guadagna nei seggi speciali
Diverso il discorso per i cosiddetti seggi speciali, come quelli allestiti in ospedali o istituti penitenziari. In questi casi, gli importi base erano più bassi, ma anche qui è stato applicato l’aumento previsto.
Per il referendum 2026, gli onorari risultano incrementati di:
- 38 euro per i presidenti
- 25 euro per gli altri componenti
Un impegno intenso ma fondamentale
Chi svolge il ruolo di scrutatore, segretario o presidente affronta giornate particolarmente intense, soprattutto in consultazioni distribuite su più giorni come questa.
Tra identificazione degli elettori, gestione delle schede e operazioni di scrutinio, il lavoro nei seggi è essenziale per garantire la regolarità e la trasparenza del voto.
L’aumento dei compensi rappresenta quindi un riconoscimento, seppur contenuto, dell’impegno richiesto in questa tornata referendaria più lunga rispetto al passato.


