Roma: nel cantiere del nuovo studentato emerge una necropoli romana con edifici funerari, decorazioni e scheletri particolari.
Il sottosuolo di Roma contiene tesori di valore inestimabili, lo sappiamo bene. E per questo continua a riservare sorprese anche nei luoghi più insospettabili. Ma c’è sempre da stupirsi come quando, proprio a Roma, durante i lavori per la costruzione di uno studentato, in un’area vicina alla basilica di San Paolo fuori le Mura, gli scavi hanno portato alla luce dei resti archeologici inattesi: tra edifici funerari, decorazioni e scheletri con caratteristiche insolite. Il cantiere si è trasformato in un nuovo capitolo della storia millenaria della città.
Roma: sotto il cantiere del nuovo studentato emerge una necropoli romana tra affreschi, mosaici e scheletri particolari
La scoperta riguarda una porzione della cosiddetta Necropoli Ostiense, un antico complesso funerario sviluppatosi lungo la via Ostiense tra il I secolo a.C. e il IV secolo d.C. Gli archeologi hanno individuato diversi edifici funerari – circa una ventina di ambienti – alcuni dei quali conservano ancora tracce di affreschi, stucchi decorativi e mosaici a tessere bicolore. Le strutture, a pianta quadrangolare e spesso coperte da volte, sembrano organizzate attorno a un cortile centrale.
Tra gli elementi più interessanti ci sono alcuni colombari, cioè camere funerarie con nicchie destinate a custodire urne cinerarie. Le decorazioni rinvenute includono motivi vegetali, figure simboliche e iconografie tipiche dell’arte funeraria romana, come le rappresentazioni degli “Oranti” o delle “Vittorie alate”.
Oltre alle strutture architettoniche, gli scavi hanno restituito circa cinquanta scheletri umani. Alcuni di essi presentano una caratteristica che ha subito attirato l’attenzione degli antropologi: su diversi corpi è stato trovato un chiodo posizionato all’altezza del petto. Questo elemento non sarebbe casuale, ma legato a un rituale apotropaico, diffuso nel mondo romano, utilizzato per proteggere i defunti dal maligno o per impedirne il ritorno tra i vivi.
Un’altra particolarità riguarda il profilo delle persone sepolte. Le prime analisi indicano che molti degli individui rinvenuti sarebbero uomini tra i 20 e i 40 anni, con corporature robuste e muscolose, un dettaglio che potrebbe offrire indizi sulla loro identità sociale o professionale.
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