Da domani, 5 marzo 2026, e fino al 19 luglio 2026, il Museo del Genio di Roma ospita una straordinaria esposizione dedicata a Robert Doisneau, tra i più grandi maestri della fotografia del Novecento. Un viaggio emozionante attraverso oltre 140 scatti iconici che hanno saputo raccontare la vita quotidiana con poesia, ironia e profonda umanità.

Prodotta e organizzata da Arthemisia, in collaborazione con l’Esercito Italiano e Difesa Servizi, la mostra prosegue il percorso di valorizzazione di uno degli edifici più affascinanti della Capitale, inserendosi in un più ampio progetto culturale promosso dal Ministero della Difesa per rendere sempre più accessibile al pubblico il patrimonio storico-artistico militare. L’esposizione gode del patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lazio e del Comune di Roma ed è curata dall’Atelier Robert Doisneau e da Gabriele Accornero.

Il poeta della vita quotidiana

Nato a Gentilly nel 1912, Doisneau è stato uno dei principali esponenti della fotografia umanista francese. Con il suo inconfondibile bianco e nero ha immortalato operai, bambini, innamorati, bistrot e strade di periferia, trasformando scene semplici in immagini eterne. Il suo sguardo, discreto e mai invadente, ha saputo cogliere la bellezza nascosta nei piccoli gesti, restituendo un mondo più gentile, più umano, più attento agli altri.

La mostra ripercorre l’intera carriera dell’artista, dagli esordi negli anni Trenta fino alle opere più mature. Fotografie di strada, ritratti, giochi di bambini e scorci parigini compongono un racconto visivo coinvolgente, capace di trasportare il visitatore in un universo fatto di istanti fugaci che contengono l’eternità.

Accanto agli sconosciuti protagonisti della strada, Doisneau ha ritratto anche grandi figure del Novecento come Pablo Picasso, Alberto Giacometti, Jean Cocteau, Fernand Léger, Georges Braque, Brigitte Bardot, Elsa Schiaparelli e Juliette Binoche, sempre con lo stesso approccio partecipe e autentico, lontano da ogni celebrazione retorica.

Il bacio che ha fatto il giro del mondo

Protagonista assoluta del percorso espositivo è la celeberrima fotografia Le Baiser de l’Hôtel de Ville (1950), scattata davanti all’Hôtel de Ville di Parigi. Realizzata durante un reportage commissionato dalla rivista americana Life sugli innamorati parigini, l’immagine – che ritrae due giovani studenti di teatro, Françoise Bornet e Jacques Carteaud – non fu uno scatto rubato, ma una scena ricreata con naturalezza per restituire l’essenza di un amore spontaneo.

Pubblicata inizialmente in piccolo formato, la fotografia divenne un’icona universale solo a partire dagli anni Settanta, trasformandosi nel simbolo stesso della “Parigi dell’amore”. Riprodotta in poster, cartoline e libri, è oggi una delle immagini più riconoscibili della storia della fotografia.

Un omaggio alla fotografia e al legame tra Roma e Parigi

L’esposizione si inserisce in un anno speciale: ricorrono infatti i 200 anni dalla nascita della fotografia, a partire dalla prima immagine realizzata nel 1826 da Joseph Nicéphore Niépce, la celebre “Vista dalla finestra a Le Gras”. In questo contesto, la mostra offre l’opportunità di riflettere sul ruolo centrale della fotografia come mezzo espressivo e documento della società.

Non solo: l’evento rientra anche nelle celebrazioni per il 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, sancito il 30 gennaio 1956 come simbolo di amicizia e cooperazione tra le due capitali europee. L’omaggio a Doisneau diventa così un ponte culturale tra le due città, rinnovando un dialogo fatto di arte, storia e valori condivisi.

Con il supporto di partner come Frecciarossa Treno Ufficiale e Atac, e con Dimensione Suono Soft come radio partner, la mostra si preannuncia come uno degli appuntamenti culturali più importanti della stagione romana. Un’occasione imperdibile per lasciarsi conquistare dallo sguardo poetico di un maestro che ha saputo fermare il tempo, custodendo per sempre la fragile bellezza della vita quotidiana.