A Roma il CAP dice di te più di quanto sai: è un indicatore sociale che svela le disuguaglianze tra quartieri, redditi e qualità della vita.
A Roma il codice postale, il CAP, non è soltanto un riferimento geografico, ma diventa sempre più spesso un indicatore sociale anche delle disuguaglianze della Capitale. Facendo una mappa sui redditi dichiarati capiamo bene come, da un quartiere all’altro, cambino opportunità, servizi e qualità della vita. Il risultato è il ritratto di una città frammentata, dove il codice postale che precede l’indirizzo finisce per raccontare molto di più di una semplice zona di residenza, delineando confini economici netti e spesso invisibili.
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La mappa dei CAP di Roma che svela le disuguaglianze della città
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. I dati utilizzati per costruire questa fotografia arrivano dalle dichiarazioni dei redditi 2024 (anno d’imposta 2023) e sono stati rielaborati in una mappa interattiva dalla piattaforma editoriale Withub.
Quartiere per quartiere, CAP per CAP, emerge una Roma dove le differenze economiche sono marcate e persistenti. In cima alla classifica si trova il Pinciano, con un reddito medio annuo che supera i 71.900 euro, seguito da zone storicamente benestanti come Ludovisi, Centro Storico e Salario. Qui il CAP diventa quasi un simbolo di status, un marchio che identifica un’area in cui si concentrano professionisti, ambasciate e immobili di pregio. All’estremo opposto, invece, ci sono quartieri dove il reddito medio scende sotto i 20 mila euro annui, segnando una distanza che non è solo numerica ma profondamente sociale, ovvero il VI Municipio (Tor Bella Monaca, Ponte di Nona, Borghesiana, Torre Maura).
Il dato più impressionante è il divario: ci sono oltre 55 mila euro che separano il quartiere più ricco da quello più povero. Non si tratta di una differenza graduale, ma di un vero salto che divide la città in due universi economici.
Nei municipi centrali e nord-orientali, come il I e il II, i redditi medi oscillano tra i 37 e i 43 mila euro, mentre scendendo verso le periferie esterne, si arriva a cifre intorno ai 17-18 mila euro. Zone come Tor Bella Monaca, Borghesiana o Cecchignola/Acilia Nord raccontano una Roma fatta di precarietà, minori opportunità e maggiori difficoltà sociali.
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