A Roma anche i monumenti possono dividere: la Fontana dell’Acqua Felice, fondamentale per la città, è diventata famosa soprattutto per le critiche.

loading

Roma è una città abituata alla bellezza monumentale, dato che la troviamo praticamente ovunque, e proprio per questo alcune opere hanno conosciuto nei secoli giudizi particolarmente severi. Tra queste spicca una fontana monumentale che, pur avendo un ruolo fondamentale nella storia urbana della Capitale, è diventata celebre soprattutto per le critiche ricevute sin dalla sua inaugurazione. Un paradosso artistico che ancora oggi incuriosisce visitatori e appassionati: andiamo alla scoperta della Fontana dell’Acqua Felice.

Fontana dell’Acqua Felice: un capolavoro idraulico, ma è la più criticata di Roma

La Fontana dell’Acqua Felice, inaugurata nel 1587 per volontà di papa Sisto V, nacque con un obiettivo preciso: portare acqua nei rioni alti di Roma e alimentare lo sviluppo urbanistico tra Quirinale, Viminale ed Esquilino. Per realizzarla fu costruito un nuovo acquedotto, recuperando parte dell’antico Alessandrino, e venne creata una grande mostra d’acqua monumentale in piazza San Bernardo, ispirata ai modelli dell’antica Roma.

Leggi anche: — Mosè di Michelangelo, l’effetto speciale durante i tramonti e quel dito mignolo che lascia tutti a bocca aperta

Progettata da Domenico Fontana, la struttura presenta tre grandi nicchie decorate con colonne e rilievi biblici, realizzati anche con materiali provenienti dalle Terme di Diocleziano. L’opera rappresentò la prima fontana moderna concepita esplicitamente come celebrazione dell’arrivo dell’acqua in città, un simbolo del potere papale e della rinascita urbana della Roma tardo-rinascimentale.

Nonostante l’importanza storica, la fontana è entrata nella tradizione popolare romana per un motivo ben diverso: la statua centrale del Mosè. Realizzata da Leonardo Sormani con la collaborazione di Prospero Antichi, la scultura fu sin da subito giudicata sproporzionata e poco elegante, soprattutto se confrontata con il celebre Mosè di Michelangelo. I romani la ribattezzarono ironicamente “Fontana del Mosè Brutto”.

Le critiche riguardavano anche un errore iconografico: il profeta regge le Tavole della Legge durante il miracolo dell’acqua dalla roccia, episodio biblico precedente alla loro consegna. Un dettaglio che alimentò ulteriormente le polemiche, trasformando la fontana in uno dei casi più emblematici di distanza tra l’ambizione artistica e la percezione popolare.

Photo Credits: Shutterstock