Con l’arrivo della primavera torna puntuale una delle domande più cercate online: quando cambia l’ora nel 2026? Il passaggio all’ora legale non è solo una questione di lancette, ma un piccolo scossone alle abitudini quotidiane che riguarda sonno, lavoro, scuola e perfino le bollette. Nel 2026, inoltre, l’ora legale darà l’impressione di arrivare prima del solito. Vediamo quando scatta, perché succede e quali effetti ha sulla nostra vita di tutti i giorni.

Quando torna l’ora legale a marzo 2026

In Italia l’ora legale scatterà nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026.

Alle 02:00 di notte le lancette andranno spostate avanti alle 03:00.
In pratica:

  • si dorme un’ora in meno;
  • si guadagna un’ora di luce in più la sera, per tutta la primavera e l’estate.

La maggior parte di smartphone, computer e dispositivi digitali aggiornerà l’orario automaticamente. Orologi analogici ed elettrodomestici, invece, andranno regolati a mano.

L’ora legale resterà in vigore fino all’ultima domenica di ottobre 2026, quando tornerà l’ora solare con lo spostamento delle lancette indietro.

Perché nel 2026 l’ora legale sembra arrivare prima

La sensazione di “anticipo” non dipende da nuove leggi o decisioni improvvise. La regola è sempre la stessa: lora legale scatta l’ultima domenica di marzo.

Poiché marzo può terminare in giorni diversi della settimana, l’ultima domenica può cadere tra il 25 e il 31 marzo. Nel 2026 cade il 29 marzo, una data relativamente “bassa” rispetto agli anni recenti (nel 2024 e 2025 il cambio è avvenuto il 30 e il 31 marzo).

Da qui la percezione che il cambio d’ora arrivi prima.

La regola da ricordare (senza calendario alla mano)

Per non sbagliarsi mai:

Ultima domenica di marzo → ora legale (02:00 → 03:00)

Ultima domenica di ottobre → ora solare (03:00 → 02:00)

Le date cambiano, la regola no.

Un po’ di storia: quando nasce l’ora legale

In Italia l’ora legale fu introdotta per la prima volta nel 1916, durante la Prima guerra mondiale, per risparmiare energia sfruttando meglio la luce naturale. Dopo fasi alterne, è diventata stabile dal 1966.

Dal 1996 il calendario è armonizzato con quello degli altri Paesi dell’Unione Europea, che ad oggi non ha ancora deciso se abolire definitivamente il cambio d’ora, nonostante il dibattito sia aperto da anni.

Cosa cambia davvero con l’ora legale

Il primo effetto è immediato: una notte più corta. Ma l’impatto va oltre.

Sul sonno e sul corpo

Il nostro orologio biologico deve adattarsi a un nuovo ritmo luce-buio. Nei giorni successivi al cambio non è raro avvertire:

– stanchezza e difficoltà di concentrazione;

– sonno leggero o risvegli anticipati;

– una sorta di “mini jet-lag”.

Secondo diversi studi, tra cui quelli citati dall’Istituto Neuromed, l’organismo impiega in media 2-3 giorni per riassestarsi, con effetti più marcati per chi ha un cronotipo serale.

Più luce, meno consumi

Il principale motivo per cui l’ora legale continua a essere difesa è il risparmio energetico. Secondo i dati di Terna, nei mesi di ora legale l’Italia risparmia ogni anno centinaia di milioni di kWh, con benefici economici e ambientali significativi e una riduzione delle emissioni di CO₂.

Ora legale sì o no? Un dibattito ancora aperto

Nel 2018 la Commissione europea aveva proposto di abolire il cambio d’ora, lasciando ai singoli Stati la scelta tra ora solare o legale permanente. La riforma, però, è rimasta bloccata.

I Paesi del Sud, come l’Italia, tendono a preferire l’ora legale per i benefici su consumi e vita sociale. Molti Paesi del Nord e parte della comunità scientifica spingono invece per l’ora solare fissa, ritenuta più vicina ai ritmi biologici naturali.

Per ora, però, le lancette continuano a muoversi.